Il saldo dei debiti della pubblica amministrazione è ormai indifferibile perchè altrimenti per non “far fallire lo stato si fanno fallire le aziende”. E’ quanto ha detto il presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Paolo Buzzetti, alla trasmissione La telefonata di Belpietro sottolineando che la pubblica amministrazione deve alle imprese edili circa 19 miliardi di euro.

Bozzetti ha poi sottolineato che non si possono saldare i debiti della pubblica amministrazione con titoli di stato. Pagamenti simili non avrebbero effetti positivi per la crescita delle imprese e dell’occupazione.

Intanto è record assoluto per il debito pubblico italiano che a marzo ha toccato la soglia di 1.946,083 miliardi di euro. A febbraio era a quota 1.928,226 miliardi, a gennaio era stato toccato il precedente record con 1.934,980 miliardi. E’ quanto risulta dal Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato alla finanza pubblica.

Secondo un comunicato congiunto dei presidenti Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, il debito pubblico italiano “con la ‘cura Monti’ è aumentato di oltre 41 miliardi di euro, al ritmo di 9 miliardi al mese”. A dicembre 2011, si legge nella nota, quando il nuovo esecutivo ha cominciato il suo lavoro, il debito si attestava a 1.897,646 miliardi di euro, in calo rispetto a novembre. Oggi la somma “grava per 32.435 euro sulle spalle di ogni abitante e per 88.458 sulle spalle di ogni famiglia”, con un aumento pro capite imputabile al governo Monti “di 1.873 euro”. Adusbef e Federconsumatori tornano a chiedere la vendita di oro e riserve di Bankitalia.

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