Lo abbiamo capito solo poco tempo fa, ma ormai è chiaro: i cambiamenti climatici vanno trattati con il rigore della scienza e con l’attenzione che si deve a un tema che coinvolge anche la politica, l’economia, perfino la dimensione sociale di un futuro che non è più né lontano né dietro l’angolo, ma è proprio qui di fronte ai nostri occhi.

Qualche anno fa si pensava che il riscaldamento globale fosse solo scioglimento di ghiacciai e innalzamento del livello dei mari sul lungo periodo. Ma oggi sappiamo che la questione è molto più complessa e rischiosa: lo studio del clima richiede competenze scientifiche capaci di far parlare tra loro la fisica dei mari e dell’atmosfera, l’economica, la geologia, l’ecologia e perfino la diplomazia internazionale. Tutto questo per capire in che modo fenomeni sempre più frequenti come alluvioni, siccità, ondate di calore (quelli che gli esperti chiamano eventi estremi) si stiano intensificando e mettano a repentaglio l’idea di stabilità cui siamo abituati: comunità distrutte, danni economici a persone e interi sistemi produttivi. L’impatto è globale, il problema è a lungo termine, il danno è irreversibile (Lash, J. & Wellington, F., Harvard Business Review, 2007) e ci tocca non solo da un punto di vista ambientale, ma anche economico, sociale, culturale ed etico.

 “Gli effetti del cambiamento climatico cui stiamo già assistendo sono diversi da qualsiasi altra cosa abbiamo visto fino ad ora”, ha recentemente dichiarato Bill McKibben, fondatore di 350.org, organizzazione dentro la quale (e grazie anche ai social network) è nata l’idea di creare un movimento italiano per il clima, un’associazione di cittadini, aziende, scienziati e altre organizzazioni impegnati nell’affrontare e risolvere la questione climatica per assicurare all’Italia un futuro sostenibile.

Il nostro obiettivo è costruire un movimento esteso e incisivo, capace di influenzare la società verso la scelta di un cambiamento positivo per una nuova economia basata su una minore produzione di anidride carbonica e pronta ad affrontare gli effetti già innescati dal cambiamento climatico in corso. Vogliamo confrontarci con interlocutori diversi, dai cittadini alle aziende, dalle associazioni alle autorità pubbliche, perché il tema dei cambiamenti climatici è molto più che una questione ambientale, è un argomento che tocca da vicino le vite di ciascuno di noi e che può influire su importanti scelte politiche, economiche, sociali.

Il nostro blog parte da qui, dall’idea di uno spazio aperto sulle questioni climatiche perché siamo convinti che contribuire alla consapevolezza del maggior numero di persone su un tema così rilevante sia l’unica strada per avviare un cambiamento diffuso e condiviso.

Intanto, per chi volesse conoscerci di persona, ci potete trovare sabato 5 maggio a Piazza del Popolo a Roma e a Piazza del Duomo a Milano per il Climate Impacts Day: “connetteremo i punti” tra cambiamenti climatici e fenomeni atmosferici estremi…

Buona lettura