La domanda se la sono posta in Francia. Sì, stanchi di questo Sarkozy che, quando arriva in prossimità di un’elezione, tira fuori il solito coniglio dal cappello, per attirare l’elettorato più conservatore (che, puntualmente, abbocca pure…): la questione degli immigrati. Anzi, il problema degli immigrati. Il modello sociale francese «non resisterebbe a nuovi afflussi di stranieri», ha detto il Presidente. Per poi aggiungere: «A un certo momento dobbiamo dire, preoccupati dall’equilibrio dei conti della protezione sociale, che non possiamo accogliere tutti».

Ma è proprio vero? Les Echos, il principale quotidiano economico del Paese, ha voluto fare qualche conto. E, badate bene, non si tratta di un giornale di sinistra, ma sostanzialmente pro-Governo, proprietà di un imprenditore come Bernard Arnault, il padrone di Lvmh, colosso del lusso, che con Sarkozy è pappa e ciccia. Ebbene, la giornalista di Les Echos, Marie Bellan, dopo aver illustrato alcune cifre, ha dovuto concludere il suo articolo in questo modo: «L’immigrazione non costituisce per i conti pubblici un vantaggio incredibile, ma neanche un fardello». Perché gli extracomunitari pagano comunque allo Stato, sotto forma di tasse e contributi sociali, più di quanto ricevano.

Secondo gli economisti Xavier Chojnicki e Lionnel Ragot, gli immigrati extra Ue generano un contributo netto per i conti pubblici, che è comunque positivo, anche se inferiore, in effetti, a quello degli autoctoni. Come beneficiari del reddito minimo garantito sono 3,8 volte più numerosi che i francesi (secondo gli ultimi dati disponibili, del 2006, ma si stima che il rapporto sia rimasto lo stesso in seguito). E poiché i senza lavoro sono tra di loro più numerosi, anche gli extracomunitari beneficiari dei sussidi di disoccupazione sono 1,6 volte più numerosi rispetto agli stessi nella popolazione francese

Detto questo, però, come spiegato nell’articolo di Les Echos,  dato che gli immigrati extra Ue sono in media molto più giovani dei francesi, il loro contributo netto ai conti pubblici resta positivo (di 3,9 miliardi nel 2005) Succede, insomma, che gli extracomunitari sono beneficiari pro capite di trasferimenti inferiori rispetto ai francesi per quanto riguarda le pensioni e l’assistenza sanitaria. Il che compensa il maggior esborso, lo abbiamo visto, per tutto quello che è assistenza sociale.

Morale della favola: Sarkozy mente. E probabilmente lo sa. Ma lancia quegli allarmi perché vuole catturare voti. Il problema è che il giochino, alla fine, funziona pure. Da quando ha operato una decisa sterzata a destra (tirate anti-immigrati comprese), è risalito nei sondaggi della campagna delle presidenziali.