Come alcuni già sapranno, fino a qualche giorno fa ero solito pubblicare gli aggiornamenti della campagna #salvaiciclisti dalle colonne di un blog ospitato da gazzetta.it. Poi, dopo aver criticato apertamente Michele Acquarone, direttore di RCS Sport (e quindi capo supremo del Giro d’Italia), a causa della sua volontà di non supportare l’iniziativa #salvaiciclisti attraverso la corsa rosa, sono stato messo alla porta e il mio blog è stato cancellato.

Non voglio entrare nel merito della questione: chi volesse saperne di più può andarsi a leggere come è andata su questo sito. Personalmente ho sempre pensato che il dissenso fosse un diritto inviolabile e la censura una forma di barbarie che, al pari del razzismo e dell’omofobia dovrebbe essere relegata tra le aberrazioni del secolo appena trascorso.

Ricevere asilo tra le pagine digitali del Fatto Quotidiano dimostra che ancora c’è qualcuno disposto a dare spazio a chi ha un’opinione diversa, a chi non ha paura di essere scomodo. Colgo questa opportunità per continuare a raccontare l’evolversi della campagna #salvaiciclisti.

Chiunque volesse sostenere #salvaiciclisti può farlo unendosi agli altri 12.000 sul gruppo Facebook, oppure può utilizzare l’hashtag #salvaiciclisti in tutte le proprie comunicazioni su Twitter. Tutti gli  aggiornamenti li trovate sulla pagina: facebook.com/salvaiciclisti