Preso a pugni e calci da due uomini mentre camminava per il quartiere Parioli di Roma. E’ successo all’imprenditore Francesco Piscicelli: mentre camminava parlando al telefono, è stato aggredito da due persone arrivate in motorino che lo hanno anche minacciato verbalmente, con frasi tipo “così impari uomo di m…”. Quello di Francesco Maria De Vito Piscicelli è diventato un nome noto a causa l’intercettazione in cui rideva alla notizia del terremoto che aveva appena devastato l’Aquila, parlando degli “affari” che si sarebbero potuti fare in Abruzzo con la ricostruzione. Ed è anche uno dei protagonisti dell’inchiesta sulle Grandi Opere. Suo era, infatti, l’appalto per la costruzione delle piscine di San Paolo, a Roma.

Gli impianti, che avrebbero dovuto essere utilizzati per i mondiali di nuoto della Capitale, nel 2009, non sono mai stati aperti al pubblico, nonostante il loro costo di costruzione si sia col tempo quadruplicato. La struttura infatti, è tuttora inagibile per il cedimento di un pilastro che ha reso instabile il soffitto. Anche in quel caso le intercettazioni delle sue telefonate raccontavano molto: “Non riesco a sfilare i puntelli – gli spiegava l’allora capocantiere – se li vedi sono tutti storti. È impressionante, ma storti di tanto”. E Piscicelli replicava: “Il professor Frasca ha fatto i calcoli del c… E’ meglio che si fanno i Mondiali solo all’esterno e all’interno si fottono”. Ma anche fuori la struttura non sarà mai utilizzata. La piscina, infatti, era stata costruita più lunga di otto centimetri e quindi risultò inutilizzabile.

Il 26 dicembre, il giorno di Santo Stefano, l’imprenditore si è reso poi protagonista di un altro gesto: aveva portato la mamma al ristorante “parcheggiando” il suo elicottero sulla spiaggia di Ansedonia. Da qualche mese Piscicelli ha cominciato a collaborare con gli inquirenti della Procura di Roma raccontando di tangenti date a funzionari pubblici per “oliare” le gare di appalto per lavori che riguardavano tra gli altri “la costruzione di caserme della Guardia di Finanza e per i lavori gestiti dal provveditorato della Regione Lazio”. In gennaio sono state le sue rivelazioni ai magistrati sul pagamento della permanenza in un resort a cinque stelle al sottosegretario del governo Monti Carlo Malinconico a causarne le dimissioni.