A causa delle annunciate rigide temperature di questi giorni a Torino è sospesa, dall’1 al 5 febbraio, l’attività non di urgenza dell’ospedale delle Molinette. La ragione è la mancata messa in servizio della nuova centrale termica aziendale che sarà attivata solo in aprile.

“Verranno comunque garantite tutte le emergenze e le attività chirurgiche e di trapianti”, hanno assicurato le direzioni generale, amministrativa e sanitaria dell’ospedale, alle organizzazioni sindacali. “Ci hanno spiegato – riferisce Mario Caserta, segretario Cisl delle Molinette – che il problema deriva da un blocco della centrale termica in ristrutturazione. E’ paradossale che non si sia previsto che in una città come Torino d’inverno possa fare freddo. Ci chiediamo come la macchina organizzativa dell’Azienda sarà in grado di garantire le chiamate a tutti i pazienti interessati. Non ultimo: il blocco interessa circa 200 operatori. Al momento – conclude – non ci è stato spiegato come si organizzeranno”.

Critiche bipartisan sono giunte dal mondo della politica: Per Massimiliano Motta, consigliere regionale e portavoce del Pdl in Commissione Sanità “chiudere l’attività non urgente delle Molinette perché fa freddo è un’assurdità. I responsabili si vergognino e rassegnino immediatamente le proprie dimissioni”. E per il consigliere regionale del Pd, Nino Boeti “non era mai successo che le Molinette fossero sconfitte dal freddo. La Giunta Cota è riuscita a raccogliere anche questo triste primato”. Ed allarmato si è detto anche Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale: “E’ paradossale e inquietante che il terzo ospedale più importante d’Italia chiuda per il freddo”. Ha detto il senatore del Pd che ha aggiunto:” Questo è un fatto incomprensibile in qualunque Paese industrializzato, che però in Italia diventa realtà. Si preannuncia addirittura la chiusura di un reparto di emodinamica, un servizio salvavita che dovrebbe rimanere aperto 24 ore su 24. Non penso che a Torino il freddo sia un fenomeno nuovo, perciò se lo stesso ospedale è vittima di disservizi o mancanze altrui, è bene che le responsabilità siano individuate quanto prima”.