Distratti da taxi selvaggi, tir assassini e da una nave che affonda non ci siamo accorti che forse il vento in Europa sta finalmente cambiando. Grazie al maxi prestito della Bce le banche cominciano a comprare anche titoli di stati in difficoltà e lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è in discesa. Intanto la Grecia sta per chiudere l’accordo con i creditori per il taglio dei rendimenti sui suoi titoli e le borse, da inizio anno, girano con il segno più davanti. Cosa sta succedendo? Chiedetelo alla Merkel. La donna più potente del mondo secondo la classifica di Forbes. Una megera dal fondoschiena capiente, con la quale nessuno desidererebbe coricarsi, secondo l’ex primo ministro italiano.

Era nell’aria da tempo, ma oggi il Financial Times lo dà per certo in prima pagina: in cambio del nuovo accordo fiscale europeo (fiscal compact), che sarà firmato il 30 gennaio, la Germania si preparerebbe a dare il via libera a un aumento di volume nei fondi di salvataggio europeo. Invece di confluire nell’Esm (European Stability Mechanism) ed estinguersi, l’Efsf (European Financial Stability Facility) continuerebbe ad esistere, sommando i 250 miliardi di euro che sono rimasti in cassa (dopo gli aiuti a Irlanda e Portogallo) con i 500 miliardi dell’Esm, che partirà a luglio. La nuova ancora di salvezza, in totale, varrebbe 750 miliardi di euro.

Per allargare i cordoni della borsa Angela Merkel chiederebbe però maggiore rigore, con l’inserimento nel fiscal compact di regole sui deficit statali e sul debito molto più dure rispetto a quelle che sono state previste finora – in bozza – dai governi della zona euro. Le garanzie del nuovo accordo fiscale servirebbero alla cancelliera tedesca per convincere il parlamento di Berlino, fino ad oggi molto scettico rispetto alla possibilità di far pesare ulteriormente sui contribuenti tedeschi il salvataggio di nazioni spendaccione come l’Italia, la Spagna o la Grecia.

Alla fine è tutto, ancora una volta, un grande gioco di poker. La Merkel sta alzando la posta, Sarkozy, Monti e gli altri primi ministri saranno costretti a seguirla. I paesi dell’Eurozona andranno poi all in mettendo 750 miliardi di euro (o forse cifre ancora più alte) sul tavolo in cui giocano i grandi investitori istituzionali, i famosi “mercati”. E i mercati si tireranno indietro, convinti del fatto che, se necessario, Italia e Spagna potrebbero essere salvate. Non importa se, alla fine, solo una minima parte dei 750 miliardi sarà toccata. L’importante è che le fiches siano sul tavolo e che qualcuno sia disposto a pagarle alla cassa prima dell’uscita.

Ora Angela sembra essere pronta a giocare pesante. E gli italiani non potranno che ringraziarla. Se “è stata la culona” (come ha delicatamente titolato Il Giornale) a cacciare Berlusconi con una telefonata al presidente Napolitano, sarà ancora lei a salvarci dando il via libera a un ampliamento del muro di protezione finanziaria europeo. Tutto il resto sono chiacchiere da bar.

(Foto: LaPresse)