Lo sapevate che anche lo Stato riceve l’8 per mille (dell’Irpef) e non paga l’Ici sui beni immobili di proprietà dell’erario: Ministeri, PalazzoChigi, Camera e Senato? Eppure tutti attaccano solo il Vaticano! Forse dietro la polemica sull’Ici e la Chiesa si nasconde lo Stato, da sempre evasore, che manipola l’opinione pubblica contro il Vaticano per distrarla e nascondersi…

Ma ora è balzato agli onori della cronaca il 8 per mille perché quest’anno sarà interamente devoluto alle carceri, lasciando fuori (in tutti i sensi…) interi settori che fino a ieri avevano goduto dei fondi a pioggia, quali la fame nel mondo, i restauri e soprattutto la cultura. Interi settori, che ora chiedono a gran voce di andare in galera! Incuranti del già allarmante sovraffollamento carcerario, registi di cinema e teatro, produttori, “artisti e intellettuali” vari fanno la fila da giorni fuori dalle carceri chiedendo di entrare. Alcuni sono arrivati a confessare crimini che non hanno mai commesso, tipo Ustica, i fondi Enimont o il delitto della Dalia Nera. Mentre molti attori, sceneggiatori e maestranze si stanno organizzando per occupare Rebibbia – se non fosse che ogni suo angolo è già “occupato”. “Abbiamo bisogno di quei soldi” dichiara G., uomo di cultura mantenuto dallo Stato da circa 15 anni “e sono pronto a rinunciare alla mia libertà pur di averli. Datemi l’ergastolo, ma datemi i soldi!”

Ora Palazzo Chigi sta studiando una soluzione, senza dirottare i fondi ma garantendo assistenza al mondo parassitario della cultura italiana: l’istituzione del reato di assistenzialismo. In questo modo il mondo del teatro e del cinema “di interesse nazionale” finirebbe in galera, vitto e alloggio a spese dello Stato. “Non chiediamo di meglio” è la dichiarazione unanime degli interessati. C’è solo un ma: visti i tanti mantenuti da ingabbiare, gli altri detenuti dove andrebbero? “A teatro!” è la proposta del Teatro Valle Occupato.

Il Misfatto, 8 gennaio 2012