Il colonnello medico inglese Delius Singer, in servizio nella base operativa di Shawqat nella provincia afghana di Helmand, scrive al Times Literary Supplement, di cui è un fedele abbonato, per dire che non è vero che non esistono più poeti di guerra. E manda al giornale i suoi ultimi versi dal titolo Transmitted Live che raccontano la guerra dei droni:

It is on task.
We never know his name
But he has been Positively Identified
Walking in the sun we watch him
On screen, on line, follow his final trajectory
The walking dead transmitted live.
Above, sightless and soundless our proxy circles
A technical kill haunting the poppy fields
Far beyond comprehension – simply a
computer plane.
He hears nothing, strolls on in sandals
Felt perhaps, only a sudden breeze
The herald of our cutting edge.

Ma oltre alle intramontabili doti liriche del Royal Army Medical Corps, dalla corrispondenza del colonnello Singer emerge qualcosa di sorprendente. Anche se con un po’ di ritardo, il Times Literary Supplement arriva ogni settimana nella base di Shawqat, in una delle zone più calde del fronte afghano. In elicottero, assieme ai rifornimenti. Il colonnello racconta che legge accuratamente quasi tutto il giornale, soprattutto gli articoli che riguardano le belle arti, la cultura classica o la biologia. Dopo di che, lo passa ai colleghi e quando ha fatto il giro della base, lo rimette in una busta e lo spedisce in convoglio militare ad altri lettori sulla linea del fronte. La rivista esce duramente provata e consunta da questi innumerevoli passaggi. Ma ogni destinatario la tratta con la massima cura perché sa che altri la aspettano.

Il colonnello racconta ancora che in caserma si legge molto. Ai giovani soldati piacciono i romanzi di George MacDonald Fraser. Fra gli ufficiali vanno molto l’Iliade, Diary of a good neighbour di Doris Lessing, Lucky Jim di Kingsley Amis, Nostromo di Joseph Conrad, Le avventure di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle e Rebels di Fear McGarry. Attualmente, il colonnello sta leggendo l’Anabasi di Senofonte.
Un piccolo quadretto da cui appare che c’è ancora vita e intelligenza senza internet. Ma bisogna andare in guerra per trovarla.