So che la domanda è ambigua e che tutti la prendono come : “Qual è il prezzo sociale che dobbiamo pagare al Governo Monti?”, e che la risposta è: altissimo.

Ma, per quanto possa sembrare strano, il senso della mia domanda è molto più terra terra, cioè quanto ci costa proprio in Euro? E la risposta è: abbastanza.

Infatti, da quando il Governo Monti è salito sul treno in corsa che stava deragliando, per dirla come Monti, oppure da quando i medici sono arrivati al capezzale del malato gravissimo, per dirla come la Fornero, la cose sono andate anche peggio; perlomeno la febbre è salita.

Nonostante la grande stampa si affanni a dirci che lo spread scende (quando non sale, ma in quel caso l’enfasi che ci mette a dircelo è molto meno) in termini reali abbiamo speso per interessi sui Bot decennali più di prima.

Infatti, anche se non sono un economista, da ingegnere un po’ di matematica la conosco (chissà se la Fornero mi definirebbe uno studente brillante?) e poi sono paziente, quindi vado a cercarmi i dati.

Bene, i dati dicono che il tasso medio a cui sono stati collocati i Bot a 10 anni da quando abbiamo il governo Monti (16 novembre) è stato in 21 giorni più del 6,70%.

I dati si trovano, per chi li volesse nel dettaglio, qui.

Per uniformità di dati ho preso i tassi di collocamento degli ultimi 21 giorni del governo precedente e ho scoperto che la media è stata del 6,30%. Quindi in media con Monti abbiamo dovuto garantire agli investitori un tasso più elevato dello 0,4% che sembra piccolo ma in realtà vale un sacco di euro di interessi in più che pagheremo; ad esempio, se avessimo collocato 50 miliardi di euro vorrebbe dire maggiori interessi per 200 milioni di euro. Per ulteriore informazione, inoltre, il tasso più alto di collocamento l’abbiamo raggiunto non col governo precedente che era arrivato al 7,25% il 9 novembre, ma con il governo Monti che è arrivato al 7,26% il 25 novembre (nonostante lo spread fosse calato ma perché in realtà erano saliti molto i tassi dei Bund tedeschi)

Per dirla all’incirca come titolavano settimane indietro i giornali: “I mercati dicono no alle misure Monti”, oppure “Monti non convince i mercati” oppure: “I mercati bocciano una manovra recessiva e senza sviluppo”. Insomma, il decreto salvaItalia non funziona oppure, forse, la speculazione internazionale se ne frega altamente del nostro sistema pensionistico presente e futuro, dell’Ici o Imu eccetera. In entrambi i casi allora le misure che fanno piangere il ministro Fornero, i pensionati e pensionandi fanno ridere contenti i mercati.

Allora, proprio mentre oggi Pdl e Pd, in compagnia di un po’ di mosche cocchiere votano la manovra tappandosi il naso (dicono loro) la domanda spontanea è: ma vale la pena di gettare a perdere categorie intere di cittadini (penso ai disoccupati classe 1952) per raccogliere niente, anzi fare ancora un po’ di debiti futuri?