L’impatto che Mimmo Scilipoti, Antonio Razzi e la pattuglia dei folgorati del 14 dicembre 2010 ha avuto sulle nostre vite non era facilmente immaginabile un anno fa, quando in Parlamento si consumava l’ennesima folgorazione pro-Berlusconi.

Non si può dimostrare un rapporto di correlazione diretta tra la sopravvivenza del governo Berlusconi e il precipitare della crisi economica e finanziaria nel nostro Paese, ma c’è una grande, grandissima condivisione sull’analisi della politica italiana del 2011: senza Berlusconi, con un altro governo (e, forse, con nuove elezioni) avremmo saputo rispondere meglio alle sfide dei mercati. Per queste ragioni l’appellativo ‘Responsabili’ appare quanto mai attuale.

In questi dodici mesi li abbiamo presi troppo poco sul serio. Hanno incassato stipendi, rilasciato dichiarazioni, organizzato eventi, ottenuto posti di governo e sottogoverno. Alcuni sono arrivati al vitalizio, che sarà loro consegnato ogni mese, per tutta la vita. Ognuno di loro si è costruito una comoda via di fuga per il proprio futuro. Nessuno di loro avrà un impatto elettorale né sul partito che li ha eletti (l’Idv), né sulla coalizione che li ha ospitati (il centrodestra).

Passeranno lasciandosi dietro le macerie. Potrebbero sparire anche domani. O potrebbero restare in vita per un altro anno, aggrappati al governo Monti (a cui si oppongono) sapendo che ogni giorno in più di resistenza del Governo tecnico è un giorno in più di stipendio, di uno stipendio che difficilmente proveranno a percepire in futuro, a meno che non vogliano correre il rischio di pubbliche umiliazioni davanti alla prova del voto o delle segreterie di partito.

Ci hanno fatto arrabbiare e ridere, ci hanno indignato e ci hanno fatto venire la nausea, ci hanno motivato ad andare a votare (alle Amministrative e ai Referendum) o a fare opposizione sociale. Abbiamo sorriso delle loro biografie, del loro italiano, della loro scarsa preparazione politica, delle loro debolezze umane. Li abbiamo insultati e in alcuni casi abbiamo provato un sentimento di pietà.

La storia, però, darà loro ragione: perché non sentiranno il peso della crisi, noi sì. Loro non avranno più bisogno di lavorare per vivere, noi passeremo la vita a lavorare a condizioni sempre più difficili, almeno nei prossimi dieci anni. Loro potranno concedersi il lusso dell’oblio, noi dovremo essere sempre in prima linea, attenti a evitare che nuovi Scilipoti appaiano nelle nostre vite.

14 dicembre 2010 – 14 dicembre 2011: in questo anno molti italiani si sono sentiti moralmente e culturalmente superiori ai Responsabili. Non avevano tutti i torti. Ma alla fine sono stati loro che per questo anno ci hanno preso in giro. Alla fine, hanno vinto loro.