Maurizio Zamparini conquista un’assoluzione a Benevento. Il presidente del Palermo vede concludersi senza danni il processo che lo vedeva imputato di abuso d’ufficio, lottizzazione abusiva e violazioni urbanistiche ed edilizie per la discussa realizzazione del centro commerciale “I Sanniti”, nella paludosa periferia del capoluogo di provincia nel Sannio. Con l’assoluzione nel merito, Zamparini ‘salva’ il parcheggio di 22.000 metri quadrati, che in caso di condanna per lottizzazione abusiva sarebbe stato confiscato e acquisito al patrimonio comunale. E senza parcheggio sarebbero venuti meno gli standard minimi per mantenere aperto l’ipermercato, calcolati col rapporto tra metri quadri del centro commerciale e metri quadri delle aree di sosta. Invece procede a parte – proprio in questi giorni sono in corso le udienze preliminari – il processo per le tangenti e le proposte di assunzioni clientelari che avrebbero ‘accompagnato’ l’approvazione del progetto complessivo: in questo filone, il più importante delle inchieste condotte dal pm Antonio Clemente, Zamparini è stato raggiunto da una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione insieme ai coniugi Clemente Mastella e Sandra Lonardo: con loro sono indagati politici beneventani e collaboratori dell’imprenditore friulano della grande distribuzione. Tra le conseguenze dell’inchiesta-madre, il sequestro giudiziario del pacchetto di maggioranza del Palermo calcio.

La sentenza per le vicende urbanistiche è arrivata nel pomeriggio. L’ha emessa il giudice Rosario Baglioni, presidente della Sezione Penale del Tribunale di Benevento. Assoluzione piena per i principali capi d’imputazione, sancita la prescrizione per alcune ipotesi di abuso edilizio. Cinque gli imputati assolti o prosciolti per prescrizione. Il pm Clemente è intenzionato a ricorrere in Appello. Zamparini, difeso dall’avvocato Umberto del Basso De Caro, era accusato di abuso d’ufficio in concorso con il dirigente dell’ufficio gestione territorio del Comune di Benevento per una complessa storia di impegni assunti e non rispettati – secondo la Procura – nell’ambito del rilascio delle licenze: la realizzazione di un parco fluviale, l’abbattimento di tre capannoni abusivi, un parcheggio che doveva essere pertinente al parco e invece sarebbe stato annesso all’ipermercato. Un’altra accusa riguardava la lottizzazione abusiva, in concorso con un imprenditore-ingegnere, che all’epoca divideva con Zamparini la passione per gli affari nella grande distribuzione e nel calcio (è stato anche presidente di una squadra di calcio, attualmente in serie B). Anche in questo caso il giudice ha assolto. Questa sentenza probabilmente si riverbererà nel procedimento principale. Nel quale il Gup Flavio Cusani dovrà decidere prima di Natale se la tesi del pm – le mazzette e le assunzioni servivano a ‘sbloccare’ un iter amministrativo-urbanistico viziato da numerose, presunte, irregolarità amministrative e urbanistiche –  è compatibile con i proscioglimenti decisi dal Tribunale.