Credo che Gramsci, se fosse in vita, si occuperebbe di Fiorello e di cosa guarda la gente in tv, perché è dall’analisi di ciò che la gente guarda e a ciò a cui si appassiona che possiamo cominciare a comprendere e di conseguenza provare a cambiare il mondo.

Si è molto parlato del programma Il più grande spettacolo dopo il weekend. Non è importante se Fiorello ci piace o no. Non serve dichiarare con sussiego: Io ho di meglio da fare, è una trasmissione popolare”; affermarlo denuncia un atteggiamento elitario, proprio perché è nazional- popolare occupiamocene!

Possiamo avere certo altro e di meglio da fare, ma è un dato inconfutabile che gli/le italiani/e guardano tanta tv. Ricordiamo che la televisione è uno dei grandi agenti di socializzazione, quello che oggi funziona maggiormente essendo la scuola e la famiglia in crisi profonda. Quindi osserviamo e cerchiamo di capire.

L’elemento più rilevante dello show Il più grande spettacolo dopo il weekend consiste nel fatto che Fiorello si fa portatore di una modalità nuova e contemporanea di relazionarsi alle donne.

In generale: Fiorello è un entertainer a tutto tondo: canta, balla, imita, caratterizza, si relaziona a personaggi di alto profilo internazionale con savoir faire. Non abbiamo in Italia un’altra figura a lui paragonabile. Se confrontato con gli attuali conduttori italiani, è un gigante. Solitamente al presentatore si richiede solo di sapere parlare, nessuno o quasi dimostra di sapere fare altro. Ultimamente il ruolo del conduttore si è ancora più svilito da  personaggi di basso profilo che fanno battutacce, sghignazzano e coprono la loro incompetenza con volgarità ridanciane.

Fiorello al pubblico a casa suscita simpatia, ma comunica anche che per condurre un one man show bisogna avere molto lavorato, comunica anche che lo spettacolo è un business serio che richiede professionalità e che se ti vuoi relazionare a Tony Bennett devi prepararti poiché non basterà fare la gara delle pernacchie. Se riflettiamo su come l’entertainment è stato condotto finora – “che entrino le bocce di Cristina e Francesca” gridava Barbara D’Urso in un programma tv– Fiorello in quattro serate restituisce all’intrattenimento il ruolo che gli spetta, cioè di svago che non significa per forza sbracamento.

Però. Qualcuna/o potrebbe obiettare che sì, è tutto vero, ma Fiorello non spicca per graffio e satira. Infatti è vero, non è questa la sua cifra, non è questo il suo ruolo. Fiorello è un intrattenitore che non provoca innalzamento di consapevolezza. Non è però servile. E sottolineerei che certe sue caratterizzazioni forniscono un’immagine molto ironica di alcuni personaggi noti normalmente intoccabili (guardate l’esilarante caratterizzazione della première dame Carla Bruni: “Come dite voi italiani…? Oh c’est terribile” che fa il verso a uno snobbissimo modo di relazionarsi al popolo della moglie di Sarkozy.

Ma il vero salto in alto che compie Fiorello è la relazione che intrattiene con le donne. Da pari.

Esaminiamo due casi:

1. Nella seconda puntata Fiorello ha ospite Elisa, cantante italiana di peso e piglio internazionale.
Fiorello la introduce e da subito maiueticamente, la mette in condizione di mostrare le sue doti, oltre a quelle di cantante. Si toglie dalla scena, non è bulimico della telecamera, e introduce Elisa come caratterista.


Elisa, messa a suo agio compie due azioni (da 2’20″ a 6’40″):
– si produce in un imitazione gustosissima di Laura Pausini e di Carmen Consoli;
– è così a suo agio che esce da ruolo imbalsamato in cui le donne spesso sono costrette, ed è se stessa.

Ascoltate la risata di Elisa: avete mai sentito niente di più liberatorio in tv? Abituate ai sorrisini di meteorine e di grechine varie, vi accorgete della potenza del ridere a crepapelle? Una donna che ride così, forse vive così, forse gode così. Accade in tv. Ad una trasmissione popolare. Non è poco, pensate alle ragazzine e ai ragazzini a casa. Niente supergnocca, niente riprese del culetto, c’è una quasi coetanea che ride libera incurante della telecamera. Mentre il conduttore se la ride con lei. Senza fare allusioni al suo seno, al suo sedere. Si può fare dunque. Ed è importante farlo perché la tv crea modelli che vengono poi seguiti.

2. Sempre nella seconda puntata, Fiorello ospita la nazionale di pallavolo femminile che ha vinto la Coppa del Mondo recentemente. Per chi non lo sapesse la nazionale di volley è famosa in Italia sia per la grandissima capacità, ma ancor più per essere composta da ragazze molto attraenti. Così attraenti che ovunque vegano invitate, si fanno battutacce sulle loro parti fisiche migliori. Ora Fiorello le introduce, chiede alla telecamera solo per un attimo di “inquadrare queste meraviglie” dopodiché non c’è una battuta, un sorriso allusivo, un’occhiata che rimandi al fatto che sul palco ci sono delle bellissime ragazze.

Tutto è giocato intorno alla professionalità delle ragazze, si parla della coppa del mondo che è lì sul palco, si fa una partitina, si ricorda che andranno alle Olimpiadi, si sottolinea che sono le pallavoliste più brave che esistano. A casa le quasi coetanee penseranno: “Anch’io gioco a pallavolo, magari anch’io potrò gareggiare. E vedi un po’!, per una volta la telecamera non ha inquadrato il culo della giocatrice mentre schiaccia.”

Si può fare, dunque, di parlare di donne, della loro professionalità senza rimandare tutto al sesso. Vi chiedo di non pensare solo alla vostra reazione, alla vostra capacità di selezionare programmi, di cambiare canale. Le e gli italiani guardano molta tv generalista.
Ricordiamo che le ricerche ci raccontano che le donne nella tv italiana vengono solitamente presentate come oggetti sessuali o come donne del dolore. E accade solo in Italia, ricerca Censis Donne e Media in Europa.

Non si tratta di accontentarsi. Si tratta di essere realisti. Veniamo da 30 anni di gare a chi ce le ha più grosse e a chi sorride di più senza motivo, Fiorello compie un reale passo avanti, importante nella rappresentazione delle donne in tv. E facendolo durante una trasmissione nazional-popolare, lo rende visibile e ripetibile. Altre trasmissioni con audience paragonabile sono Miss Italia e Sanremo. Inutile ricordare come le donne vengano in queste trasmissioni rappresentate.

Sul blog di Giovanna Cosenza viene ricordato che anche Che Tempo Che Fa ha raggiunto 10 milioni di spettatori. E’ vero. Ritengo però che i due programmi richiamino spettatori diversi, solo in parte sovrapponibili. Ritengo che le persone vogliano anche e giustamente divertirsi e si potrebbe chiedere a una televisione pubblica di avere entrambe le tipologie di programmi.

Finisco dicendo che per quanto riguarda la relazione con le donne durante le trasmissioni tv, ha fatto più il nazional popolare Fiorello in un mese che Fazio e Santoro in vent’anni. Non c’è scuola in tutt’Italia dove non si alzi almeno un/una ragazzo/a che  chieda “scusi ma la Filippa di Fazio non è un po’ trattata come una velina”?

Per quello che qui ci riguarda, ciò che conta è che si riesca finalmente a proporre  una rappresentazione veritiera di femminile nelle trasmissioni più popolari. E Fiorello riesce a farlo.