A fine ottobre sono uscite le nuove linee guida per l’utilizzo dei farmaci retrovirali per il trattamento diagnostico dei malati di Aids, numero in costante aumento statistico negli ultimi anni, soprattutto nelle categorie dei giovani ed eterosessuali. Si tratta del documento ufficiale del ministero della Sanità italiano che indica ai medici le modalità di intervento, e soprattutto la scelta dei farmaci da somministrare ai pazienti. E’ il risultato del lavoro di un comitato scientifico di circa novanta tra studiosi e ricercatori, di cui ben 2/3 però, legati a diverso titolo alle più grandi case farmaceutiche internazionali, produttrici degli stessi farmaci antiretrovirali. L’elenco è in allegato al documento – peraltro non ancora pubblico – come richiesto da ultime direttive europee in materia di conflitto d’interessi. La via d’uscita prova a indicarla Vittorio Agnoletto, ex europarlamentare e membro dal 1993 al 2001 della Commissione nazionale Aids del ministero della Sanità, quando sotto il ministero di Rosi Bindi venne adottata – poi revocata dal governo successivo, (ministro Umberto Veronesi, ndr) – la formula dell’esclusione dalla Commissione se titolari di incarichi privati e collaborazioni con case farmaceutiche. E l’Italia? “Dal 2009 è l’unico Paese insolvente rispetto al Fondo globale“ di Giovannij Lucci
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La ricerca però divide il mondo scientifico
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