L’Alta Corte di Londra ha dato ieri il via libera per l’estradizione di Julian Assange in Svezia, dove è stato accusato da due donne svedesi di violenza sessuale durante un soggiorno dell’australiano nell’agosto 2010 nel Paese. Assange ha però sempre negato le accuse, sostenendo che le due donne erano consenzienti.

A febbraio un giudice britannico aveva già dato parere favorevole all’estradizione in Svezia, ma il fondatore di Wikileaks aveva presentato appello. Assange, poi libero su cauzione, ha accusato gli Stati Uniti di fare pressione sulla Gran Bretagna, sulla Svezia e sui media.

Secondo la ricostruzione fatta da El Pais lo scorso febbraio, Assange si sarebbe recato a Stoccolma l’11 agosto 2010 per partecipare ad una conferenza organizzata da Anna Ardin, la quale aveva organizzato il viaggio ad Assange offrendogli anche il suo appartamento come alloggio. E’ il 13 agosto quando i due vanno a cena fuori e al rientro, secondo la testimonianza della donna, avrebbero avuto rapporti sessuali protetti. Miss Ardin sostiene che l’australiano utilizzò poi il peso del suo corpo per immobilizzarla e per costringerla ad avere rapporti senza preservativo e senza la sua esplicita volontà. Motivo per cui è accusato di molestie sessuali.

Il 14 agosto è il giorno del convegno e qui incontra l’altra donna, Sofia Wilden, sua presunta fan. I due vanno al cinema e hanno un primo flirt. La donna racconta alla polizia di aver contattato Assange il 16 agosto per incontrarlo di notte al suo appartamento ad Enkoping, vicino Stoccolma. Durante la notte, i due avrebbero avuto rapporti con il preservativo, nonostante la riluttanza iniziale dell’australiano. Il mattino seguente Miss Wilden racconta però di essersi svegliata mentre Assange stava “approfittando” di lei senza un preservativo. Questo comunque è l’episodio su cui si basa un’altra accusa, forse la più difficile per la difesa di Assange. La Wilden accusa Assange di aver avuto rapporti con lei senza preservativo e mentre dormiva.

E’ il 20 agosto quando le due donne, la Ardin e la Wilden, entrano in contatto perché si rendono conto di aver subito esperienze simili con Assange, e decidono di andare alla polizia per capire come procedere. Ma come facevano le due donne a sapere l’una dell’altra, si conoscevano? C’è chi in questi mesi, tra cui la testata cubana Granma, ha sostenuto che la Ardin sarebbe una collaboratrice della Cia. E anche la rete la accusa di aver deliberatamente teso una trappola ad Assange.

Julian Assange ha ora 14 giorni di tempo per presentare alla Corte Suprema un nuovo ricorso sulla sua estradizione in Svezia. Gli avvocati di Assange, nel frattempo, sostengono che l’estradizione verso la Svezia sarà solo un trampolino di lancio per poi estradarlo in seguito negli Stati Uniti, dove c’è il rischio concreto che il capo di Wikileaks possa andare incontro alla pena capitale. O in alternativa essere recluso a Guantanamo.

In un’intervista a The Guardian, Assange aveva detto che se venisse estradato negli Stati Uniti avrebbe “grandi possibilità di essere fatto fuori nello stesso modo in cui Jack Ruby ammazzò nel 1963 Lee Harwey Oswald”, l’assassino del presidente John F. Kennedy che venne ucciso dal malavitoso Ruby. Precisando poi che “legalmente la Gran Bretagna ha il diritto di rifiutare una estradizione per motivi politici. Lo spionaggio sarebbe un classico esempio di crimine politico. Sta alla discrezione del governo britannico sollevare o no questa eccezione”.

Dopo l’udienza di ieri Assange ha fatto comunque una breve dichiarazione esortando la gente a rivolgersi al sito  swedenversusassange.com per sostenerlo e per cercare di capire cosa stia realmente accadendo.