Se qualcuno avesse ancora voglia di capire le ragioni della irreversibile crisi della Rai dovrebbe correre a vedere, se non avesse avuto l’opportunità di farlo ieri sera, la puntata di Bersaglio mobile trasmessa da la7.

Coordinati in modo impeccabile da Enrico Mentana, i giornalisti Carlo Bonini, Corrado Formigli, Marco Lillo, Marco Travaglio, hanno intervistato il latitante Lavitola e lo hanno fatto come dovrebbe essere normale in un paese libero: documentandosi, ponendosi dalla parte di una pubblica opinione che, ancor prima di giudicare, vorrebbe capire chi e perché ha reso “viziata” anche l’aria che respiriamo.

Non hanno fatto nulla di eroico, ma hanno fatto le domande. Lo hanno incalzato, lo hanno costretto a cadere in contraddizione, hanno cercato di farci capire in quale paese viviamo, dove un imprenditore pescivendolo, un collaboratore di Finmeccanica per il Panama, un procacciatore di dossier contro il presidente Fini, uno che procura un corpo di ballerine per le feste brasiliane del presidente del Consiglio, uno che a tempo perso fa l’editore, possa addirittura prestare i soldi al plurimiliardario, mandargli i bacioni per telefono, e pretendere e ottenere dalla segretaria del cavaliere una telefonata “di almeno dieci minuti”

Un tempo questa intervista avrebbe potuto essere ospitata da Annozero e da Michele Santoro, ma proprio per questo li hanno messi fuori dalla porta. Neppure Serena Dandini potrà più dare la parola ai giornalisti che abbiamo visto ieri sera. Al Tg3 è stato vietato di programmare alcuni speciali sulla attualità, perché al posto della Dandini dovranno andare in onda i telefilm. Tra breve chiuderanno la canna del gas anche a Rainews. Alla Rai, in questo periodo, si occupano di nomine, altrove sono impegnati a dare voce, volto e spazio a quei temi e a quegli autori che la Rai non può più permettersi di ospitare.

No, la Rai non è la Bbc, come cantava Renzo Arbore, ma ormai non è più neanche la Rai che, di tanto in tanto, ci regalava straordinarie serate di informazione e di spettacolo. E quindi non ci resta che ringraziare La7 e quanti, anche ieri, ci hanno regalato la possibilità di essere più informati e dunque più consapevoli; loro hanno davvero svolto la funzione propria di un servizio pubblico.