Certo che Roberto Formigoni ha una bella faccia tosta. Ora anche lui si unisce al coro di chi deplora l’entrata in politica di persone poco o niente qualificate, chiede le primarie e invoca: mai più Minetti! Eppure è stato proprio lui a fare, letteralmente, carte false per accogliere l’ex igienista dentale nel suo listino. Ricordate? Quel listino presentato con corredo di firme falsificate e sul quale pende un’indagine della magistratura.

Cosa non si fa per il capo e le sue girl.

Certo, per il catecumeno di Comunione e liberazione che in tempi lontani faceva vanto della propria verginità, la carriera della neo consigliera ha riservato più di una sorpresa: bunga-bunga, lap dance, addirittura travestimenti da suora con tanto di benedizione papale (da papi) con crocifisso fra le tette. Ma forse, chissà, la goccia che ha fatto traboccare il vaso può essere stata l’ultima apparizione pubblica della Minetti, ampiamente ripresa dai paparazzi e diffusa dai siti web: la partecipazione della papi girl al matrimonio della sorella.

La consigliera regionale indossava per l’occasione una sobria mise consistente in un mini abito viola inguinale, scollatissimo e aderentissimo alle sue forme generose, corredato dal tacco 12 d’ordinanza. Un abbigliamento a dir poco sconcertante per l ‘occasione e per il ruolo: un matrimonio in chiesa, con Minetti testimone.

Il parroco non ha obiettato ma Formigoni, immaginiamo, non ha potuto tollerare. E, fremente d’indignazione nella sua camicia a fiori, ha intimati: vade retro Minetti! Non senza polemizzare, però, con il sindaco di Roma, che prima di lui aveva stigmatizzato la candidatura dell’igienista dentale, ma reo di aver a sua volta candidato la moglie. E, aggiungiamo noi, di portare la croce celtica sotto la canotta.