Il primo simulacro nel quale ci imbattiamo è in un garage. Sulla parete di fondo c’è una piccola statua della Vergine, infilata in una nicchia di cemento bianco. La processione si svolge intorno alla automobile parcheggiata, ma i fedeli non sembrano farci molto caso.

Poi, cominciamo  ad arrampicarci sulla collinetta dell’apparizione, il Podbrdo. Sono passati 30 anni da quando la Madonna è apparsa ai sei veggenti di Medjugorje, erano bambini, adesso sono adulti. Con loro non ha mai smesso di comunicare e di lasciare messaggi. Il divino è apparso e continua a farlo. Troppo bello per crederci. A me, però, questo ‘divino’ non è apparso. Vabbé, non erano i giorni stabiliti dal “calendario” di Medjugorje, ma mi hanno detto che la Madonna fa anche apparizioni straordinarie. Confesso che ci contavo. Per consolarmi mi hanno detto: “Il tuo cuore non era pronto ad accoglierla”. Sarà.

Non che mi aspettassi che la Madonna si presentasse a me: “Piacere: sono la Madonna”. Non funziona così: la Madonna si presenta a uno dei veggenti mentre il gruppo di preghiera assiste all’estasi.

Cosa succede in quei minuti dell’Apparizione è un mistero. È il chiaroscuro della fede. Durante l’estasi avviene di tutto. Mi è stato riferito di conversioni, guarigioni, visioni, un diluvio di confessioni, ma anche di profumi,  di ‘giochi del sole’, scritte impresse nel cielo, rose sbocciate in pieno inverno e di foto dove appaiono immagini con le fattezze della Vergine.

Mentre teniamo a bada il nostro scetticismo, una famiglia di teutonici con bimbi dai 6 ai 12 anni tira fuori le merende a sacco e bivacca ai piedi della Madonna (della statua, naturalmente).

Per alcuni la visita al santuario è soltanto una scampagnata, per altri un luogo di raccoglimento. Ma dal paradiso della contemplazione all’inferno del gift shop bastano pochi passi. È l’altra faccia della medaglia: sul Podbrdo estasi e preghiere. Ai suoi piedi negozi di paccottiglia religiosa con statuine, rosari, ventaglietti e medagliette pizza e hot dog per “sfamare” gli oltre due milioni di turisti all’anno, che ne hanno fatto un  mercantificio della fede. Un numero che continua a crescere.

Per quelli come Paolo Brosio (per lui, dopo la stagione di Mani Pulite si è aperta quella della fede. Non staziona più dietro i tram di Corso di Porta Vittoria), subito diventata anche business. Ha scritto libri, fa audience in tivvù e organizza pellegrinaggi in pullman e in aereo, per i più facoltosi. Anche una delle veggenti, Mirjana, ha aperto un bed & breakfast mignon, camera con colazione e apparizione sui 45 euro. A lei la madonna appare con precisione cronometrica il giorno 2 di ogni mese.

“Io penso che la nostalgia di Dio è inestirpabile. Poi noi sappiamo fare una guerra di resistenza terribile alla potenza attrattiva di Dio, e tutti i nostri sforzi e la nostra fatica la mettiamo in questo, ma il nostro cuore ne resta inevitabilmente attratto” spiega Antonio Socci, nel suo libro “Mistero Medjugorje”. Il fatto che il libro sia stato in testa alle classifiche è la prova della sete di assoluto che abbiamo.

Sottolinea anche che le apparizioni di Medjugorje sono le più studiate della storia cristiana. Se si ha la pazienza di leggere i dossier relativi alle apparizioni sembra quasi che la scienza si arrenda nel riconoscere che accade qualcosa di assolutamente inspiegabile. Forse è il caso di chiedere a Odifreddi.

I sei veggenti – come descrive Socci a Padre Livio Fanzaga, conduttore di RadioMaria – hanno subito intimidazioni e aggressioni non solo verbali dalla polizia e dal regime del tempo. A me pare che tutto ciò sia un sigillo di autenticità impressionante, e non solo perché psichiatri e medici del regime che misero alle loro costole giunsero alla conclusione che i bambini erano del tutto normali e non fingevano. È evidente che in pieno regime i bambini intuivano benissimo che con tutte le minacce che ricevevano i loro famigliari rischiavano di perdere casa e lavoro“. Se i bambini si fossero inventati tutto non avrebbero potuto reggere un imbroglio collettivo così a lungo. E invece non sono mai stati colti in fallo.

La ‘grazia’ è stato il tormentone anche di Indro Montanelli, il grande laico per eccellenza. “L’avrei sacrificata volentieri alla mia intelligenza” ha detto in una memorabile intervista a Michele Brambilla, rammaricato di non essere uno dei “predestinati”.

Chi non lo vorrebbe essere. Con la fede si campa meglio, lo dicono anche alcuni studi di psicologia sociale.

Ritornando a Medjugorje, il fenomeno non si “spiega”. Si crede e basta.

di Januaria Piromallo