Il caso è approdato sulla scrivania del pm di Napoli Ettore La Ragione, della sezione reati contro la pubblica amministrazione guidata dall’aggiunto Francesco Greco. Non poteva essere altrimenti, perché la vicenda è quella dei 31 casi della Affittopoli politica partenopea scoperchiata dal cronista Ciro Crescentini: partiti di tutti gli schieramenti che per anni non hanno pagato i canoni di locazione di appartamenti e locali di proprietà del Comune di Napoli, fino ad accumulare un debito complessivo di oltre un milione di euro, come denunciato dall’assessore al Patrimonio della giunta de Magistris, il dipietrista Bernardino Tuccillo.

Il pm La Ragione infatti ha già in corso da quasi due anni un’inchiesta sulla gestione complessiva del patrimonio pubblico napoletano. Quindi ha di fronte a sé due strade: aprire un fascicolo stralcio, oppure far confluire la documentazione dei fitti ai partiti in quello già istruito. In ogni caso, la Procura ha deciso di procedere con approfondimenti e accertamenti per verificare se siano stati commessi reati. Nei prossimi giorni il sostituto procuratore disporrà l’acquisizione formale di atti, delibere, contratti di affitto, e la convocazione dei rappresentanti legali dei partiti che hanno aperto le sedi negli immobili comunali senza pagare un euro o corrispondendo affitti irrisori. Si cercherà di capire attraverso quali criteri case, negozi e locali del Comune di Napoli siano stati assegnati e perché questo andazzo sia durato per anni senza che nessuno sia intervenuto per avviare le procedure di sfratto o per tentare di riscuotere i crediti. Dal tono irritato e dalle numerose smentite pervenute in questi giorni da parte di alcuni esponenti politici, si vuole infine verificare se questi immobili, ufficialmente assegnati alle forze politiche, non siano in realtà finiti in subaffitto. Su questa ipotesi lavora l’assessore al Patrimonio.

L’inchiesta ‘madre’ nacque nel 2010, dopo la decisione dell’amministrazione Iervolino di vendere gli immobili più prestigiosi del Comune di Napoli per fare cassa. Le indagini della magistratura stanno affrontando anche il contenzioso in corso con la ‘Romeo’, la società che ha in concessione la gestione del patrimonio immobiliare napoletano. La ‘Romeo’ vanta oltre 40 milioni di credito dal Comune. E’ in corso un giudizio, con l’amministrazione che si oppone e contrattacca lamentando presunte inadempienze.

Il contenzioso tra la ‘Romeo’ e il Comune ha reso ancora più difficili i controlli dell’amministrazione comunale sui casi di morosità. Ed è anche per questo che l’assessore pare disponibile a un accordo transattivo che preveda un miglioramento dei servizi, la riscrittura e il rinnovo del contratto, in scadenza nel 2012.