“Il messaggio dalla manovra è che “lo Stato mi fotte, appena posso fotto io lo Stato”. Così Enrico Letta è intervenuto nel programma di Radio 24 “Nove in punto” condotto da Oscar Giannino commentando la manovra bis del Governo. “In una notte – ha detto parlando delle pensioni –  scompaiono i quattro anni di laurea e il militare, tutte operazioni di lungo periodo che, lo dico in sintesi, incoraggiano l’evasione, l’evasione culturale, perché alla fine lo Stato nell’arco di una notte mi fotte, quindi appena posso fotto io lo Stato”.

Sulla stessa linea la valutazione generale alla manovra: “Sintesi politica della manovra bis: vince Berlusconi con il suo obiettivo di rimanere a Palazzo Chigi il più a lungo possibile e di chiudere la legislatura, perché alla fine ha imposto questo compromesso al ribasso, ha smussato gli angoli per evitare problemi. Ottiene questo suo obiettivo, questo suo tentativo, poi secondo me non ce la farà. Sintesi economica: mancano miliardi, mancano soldi a questa manovra. L’accordo politico è stato fatto a spese della credibilità dei conti pubblici.”

Ancora più duro il commento riservato da Susanna Camusso, segretario della Cgil, al colpo di mano sulla previdenza: “Dopo il vertice di Villa San Martino le ragioni del nostro sciopero generale sono non solo confermate ma anche rafforzate. Sulle pensioni è stato fatto un golpe, molti ancora non se ne sono resi conto, ma i lavoratori se ne sono accorti. A tutti i maschi italiani che hanno deciso di servire lo Stato attraverso un anno di militare, ora gli si dice di aver perso un anno. Questa è una discriminazione di genere, si colpiscono così tutti i lavoratori precoci. E va peggio per tutti coloro che hanno scelto di laurearsi e che hanno speso soldi per riscattare gli anni di laurea. Oggi questo non vale più e dovranno lavorare almeno 4 o 8 anni se hanno fatto la specializzazione”.

Anche per il segretario della Cgil, alla fine, il conto tornerà nelle mani dello Stato: “Il messaggio che passa è che non ci si può fidare delle istituzioni. E questo apre un contenzioso infinito perché tutti potranno dire di essere stati discriminati”.