Il futuro verde dell’Arena Borghesi è a rischio. Un supermercato con mire espansionistiche minaccia l’area verde dello storico cinema sotto le stelle di Faenza. Decenni di buona convivenza sono ora messi in discussione dalla volontà dell’omonimo Conad Arena di aumentare il suo volume, ai danni dell’adiacente cinema estivo. Un muro divide il supermercato dallo spazio verde del cinema, una fila di grandi tigli piantati negli anni ‘20 che ora rischiano l’abbattimento.

La storia dell’Arena di viale Stradone inizia nel 1895. Avanspettacolo, teatro, danza, cinema: tante le forme d’arte che si sono celebrate in quell’area dove, a fine ‘800, nacque il teatro di Vincenzo Borghesi, il quale affidò al suo testamento la volontà che quel luogo continuasse ad essere deputato agli spettacoli. Il testamento ora risulta introvabile e l’Arena è giunta allo stato attuale dopo due passaggi di proprietà: le Opere Pie prima, l’Ausl di Ravenna poi. Il Comune, a cui è stata affidata la gestione dell’Arena, negli ultimi 30 anni ha incaricato all’inizio il cineclub Bellissima e ora Il raggio verde di organizzare la programmazione cinematografica.

Il raggio verde per “mantenere lo spazio cinematografico come lo si è conosciuto e per rilanciare l’intero patrimonio storico dell’Arena come luogo di arte, cultura e spettacolo di tutta Faenza” ha promosso una petizione, la cui firma viene chiesta ogni sera agli spettatori del cinema. I promotori dell’iniziativa mettono in guardia anche dal progetto di costruire un parcheggio auto nello spazio restante, che sarebbe utilizzato durante i mesi in cui non si proiettano film. “Noi riteniamo –recita il testo della petizione- che l’Arena, a prescindere dalle finalità che la famiglia Borghesi assegnò con la propria donazione e dagli atti con i quali il Comune di Faenza ne ha poi sancito la funzione, sia in se stessa un testamento etico che lega in modo vero e forte chi questa città amministra a chi questa città la abita”.

Germano Savorani, l’assessore alle attività economiche del Comune manfredo, rende noto che “la proposta avanzata da Conad sta seguendo un suo iter burocratico ed è al vaglio dell’ufficio tecnico”. Intanto Tiziano Carradoni, direttore generale di Ausl, ha chiarito la posizione dell’Ausl in una lettera inviata a Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza. “Considerato il valore simbolico –si legge-, i pregi artistici e il valore culturale che l’Arena rappresenta nel comune sentire dei cittadini, dichiaro la disponibilità dell’azienda, previa acquisizione delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti (Regione, sovrintendenza, etc.) a trasferire a titolo gratuito la proprietà della stessa, restituendo così alla cittadinanza la possibilità di mantenere viva nel tempo una tradizione che ha finora distinto la città di Faenza”.

Mentre si stanno svolgendo le necessarie verifiche con la Regione, si attende l’incontro dell’8 agosto, nel quale Malpezzi e il direttivo dell’Ausl formalizzeranno la donazione. Una volta che il Comune risulterà proprietario dell’Arena Borghesi, occorrerà dare una risposta alla richiesta di espansione avanzata dal supermercato.

“Conad –prosegue Savorani- vorrebbe ampliare la sua superficie commerciale di 119 metri quadri. Per aumentare il volume della parte aperta al pubblico, dovrà ingrandire anche quella adibita a laboratorio delle carni, per un totale di 330 metri quadri in direzione dell’Arena Borghesi. Si tratta di una striscia di terreno che comporterebbe l’abbattimento dell’attuale muro divisorio e di 4 grossi alberi. Il supermercato per ingrandirsi dovrebbe corrispondere al Comune 800 mila euro di oneri di urbanizzazione e ne spenderebbe altri 500 per i lavori. Nel costo delle contropartite è inclusa anche la piantumazione di una fila di alberi che crescerebbe a ridosso del nuovo muro di confine.

Il futuro dell’arena estiva di Faenza, così come i suoi cinéphiles la conoscono, dipende ora dalle decisioni che verranno prese dall’amministrazione comunale in seguito all’incontro dell’8 agosto con l’Ausl.