Manca poco: la Seconda Repubblica sta finendo peggio della prima, le burocrazie di partito sono corpi morti, nel paese soffia un “vento nuovo”, c’è voglia di partecipazione, di trasparenza, di buona politica. È un momento di passaggio, uno di quei momenti (difficili e meravigliosi) in cui tutto deve ricominciare da capo. Una ripartenza, un “reset” nazionale. E per inaugurare questa nuova stagione, serve l’impegno di tutti.

Ecco perché noi del futurista abbiamo deciso di rivolgere un appello a quei “centri” culturali e politici – nessuno escluso – che si muovono fuori dal palazzo e che oggi incarnano la speranza politica molto più di quanto non facciano i politici di professione. Un appello ai giornali come la Repubblica Il Fatto, a intellettuali come Roberto Saviano, a preti coraggiosi come Don Aniello Manganiello, a conduttori televisivi come Michele Santoro e Milena Gabanelli, alle associazioni, al mondo del volontariato e della cultura, alla donne di Se non ora quando?, ai giovani, ai precari.

Organizziamo tutti insieme una manifestazione, un grido collettivo contro tutte le caste, contro tutte le mafie. Diamo voce alla vera maggioranza degli italiani, che è molto migliore di chi pretende di rappresentarla. Sono maturi i tempi per far nascere la Terza Repubblica, ed è giusto che nasca fuori dal palazzo, fuori dai partiti. Ma perché questo accada serve una “iniziazione di piazza”, c’è bisogno che le italiane e gli italiani che vogliono riprendersi la politica si mettano in movimento, occupino fisicamente le strade e gli spazi delle nostre città, si facciano sentire e si facciano vedere, si riprendano il diritto al loro futuro. Perché la lunga notte – per dirla con Vecchioni – ceda finalmente il passo all’alba.