So bene che, come al solito, i lettori del blog nel leggere questo nuovo post criticheranno la mia precedente adesione al gruppo parlamentare (si badi bene: mai al partito!) del Pdl, ma se solo avessero la volontà di visionare tutta la mia attività comprenderebbero perché mi sento leale, serena e libera di scrivere ciò che leggeranno.

L’attuale ministro della giustizia, Angelino Alfano, si è reso disponibile ad assumere, e lo ha fatto con grande enfasi, l’onere di Segretario del Pdl – forse sarebbe più corretto dire di prestanome di Berlusconi – proponendosi come innovatore e garante del cosiddetto “partito degli onesti”; naturalmente il ministro (carica che mantiene ancora oggi!) ha assunto l’incarico stando seduto e tessendo le lodi della persona di “indubbia onestà”, quale l’attuale presidente del Consiglio dei ministri. Ottima garanzia per la partenza.

Dopodiché ritengo che il significato delle parole “corruzione” e “onestà” sia proprio scomparso dalle conoscenze del nuovo segretario di partito. Significativo mi appare in tal senso il suo silenzio-assenso sulla presenza in Parlamento di Dell’Utri, Cosentino, Romano, Papa, Milanese, Verdini, Galati (prossimo sottosegretario di Stato) e company, naturalmente tutti del suo partito.

Mi domando, ma non avrei bisogno della veggente per prevederlo, quale sarà il voto dell’onorevole Angelino Alfano quando l’Aula verrà chiamata ad esprimersi sulla richiesta di arresto per Papa e Milanese. E mi domando, altresì, quale sarà il parere e il voto del Segretario di partito quando presenterò l’emendamento al provvedimento anticorruzione, per il quale sono relatrice nella Commissione Giustizia, relativamente all’acquisizione allo Stato dei beni illeciti dei politici corrotti.

Staremo a vedere, o forse abbiamo già visto!