Questi giorni siamo bombardati da una campagna mediatica contro le intercettazioni telefoniche. L’ultimo slogan del Governo (e di un certo tipo di stampa) è: “Le intercettazioni costano un miliardo di euro. Non avremmo potuto usarli meglio?”

La risposta è NO.

Innanzitutto il dato non è vero.

Le intercettazioni di tutte le Procure italiane, per combattere tutte le organizzazioni criminali e tutti i reati commessi in Italia in un anno intero costano all’incirca 300 milioni di euro l’anno, e non un miliardo.

La cifra è più o meno la stessa che questo Governo ha buttato (in un solo weekend!) non accorpando il voto referendario alle elezioni amministrative, nel vano tentativo di evitare che venisse raggiunto il quorum, e certamente non a vantaggio dei cittadini elettori.

Se il debito contratto per il pagamento delle intercettazioni oggi è di un miliardo di euro, ciò è dovuto al fatto che lo Stato non paga da anni le ditte esterne incaricate del servizio, e comunque perché il  Governo non ha voluto attuare delle misure (certamente possibili) finalizzate a ridurre i margini di guadagno delle ditte esterne appaltatrici. La lotta alla corruzione e alla criminalità sono una priorità nel nostro Paese, tristemente  famoso al mondo per la sua mafia.

E allora, che almeno non si buttino ora al vento i soldi del contribuente.  Quando scoppiò lo scandalo delle intercettazioni abusive del Sismi di via Nazionale (Pollari e Pompa), intervenne Prodi, che con una rara tempestività ne dispose la distruzione. Si disse che non potevano conservarsi dossier che sarebbero potuti servire a ricattare i nostri politici. Oggi i politici sono gli stessi, i ricatti pure, alcuni personaggi coinvolti anche.  Le intercettazioni, invece, sono del tutto legittime, e stanno svelando il sistema dei ricatti che sembra reggere la nostra fragile Repubblica, e che pare purtroppo non essere tramontato. Di un’altra legge bipartisan che nasconda le nefandezze dei nostri politici davvero non abbiamo bisogno.

Che sia l’ora di cambiare la classe politica… piuttosto che distruggere le intercettazioni?