“Mucche di novanta anni…. Allevatori, siete voi i veri truffati”. Umberto Bossi l’ha gridato dal palco di Pontida domenica scorsa. “Si è sbagliato a calcolare le quote del latte”, ha aggiunto Roberto Calderoli. E ieri, per la gioia degli allevatori, il Carroccio è riuscito a convincere il ministro Francesco Saverio Romano a firmare il commissariamento di Agea. Dopo mesi di braccio di ferro nei Palazzi della Capitale (e le indagini di ben dodici procure) si farà luce sull’operato della società.

L’Agea gestisce il fiume di miliardi che la Ue riversa in Italia per sostenere l’agricoltura e calcola i dati su cui sono poi comminate le multe agli allevatori. Allevatori che proprio in questi giorni stanno ricevendo le cartelle esattoriali per milioni di euro e che dovranno pagare entro il 30 giugno le rate dovute per il 2010 e il 2011 per un valore complessivo di 280 milioni. E la Ue ha già avvisato l’Italia: se non saranno rispettati i termini arriverà una sanzione. La scadenza di fine mese però, dopo due rinvii decisi tra molte polemiche, potrebbe slittare ulteriormente. Tra le polemiche ovviamente. Perché già l’ultima dilazione decisa dal governo, è stata finanziata con 5 dei 50 milioni inizialmente destinati alla ricerca sul cancro.

Ieri alla Camera, a fronte di una eventuale verifica sul conteggio delle multe delle quote latte con conseguente riapertura delle rateizzazioni, il Pd ha presentato un’interrogazione al ministro Romani affinché riferisca “sull’attività di Agea in merito alla vicenda delle quote latte e della riscossione delle relative rate in coerenza con l’indirizzo legislativo”. La questione quote latte è dunque centrale. Per il Carroccio, che degli allevatori è da sempre il partito di riferimento; per il Governo, che dovrà decidere se posticipare nuovamente le scadenze delle multe; per l’intero sistema agricolo italiano: l’Agea, infatti, gestisce e distribuisce i contributi di Bruxelles per l’intero comparto. Il commissariamento, dunque, potrebbe portare alla luce un sistema di favori e una gestione allegra dei fondi.

Del resto arriva a seguito di un’indagine dei Carabinieri, avviata su richiesta dell’ex ministro Luca Zaia, che ha scoperto come l’ente governativo per giustificare la produzione di latte annua comunicata alla Ue, ha truccato i dati. Come? Facendo “vivere” le vacche fino a 83 anni invece degli otto medi normali. Da mesi gli allevatori sono sul piede di guerra e hanno protestato sia in via Bellerio, quartier generale della Lega, sia di fronte agli uffici Agea (guarda il video). E’ Agea che comunica alla Ue quanto latte produce l’Italia. E quando c’è un surplus rispetto a quello consentito, Bruxelles commina le multe per le cosiddette quote latte. Milioni di euro a carico degli allevatori, riscossi a colpi di cartelle esattoriali e pignoramenti. Già ad aprile Bossi aveva chiesto il commissariamento della società, ma Romano (appena nominato ministro dell’agricoltura) aveva preferito avviare un’indagine interna. Ieri, a distanza di mesi, è stato nominato commissario Mario Iannelli, generale della Guardia di Finanza.

Il commissariamento, si legge nel documento del ministero, “si è reso necessario e non più rinviabile a seguito degli accertati e reiterati inadempimenti da parte degli organi di Agea che a tutt’oggi non hanno provveduto, come richiesto dallo Statuto, alla nomina del direttore generale, nonché in seguito a varie inadempienze amministrative e gestionali che hanno comportato anche ripetute segnalazioni da parte dell’Unione europea”. Il ruolo centrale di Agea, nell’ambito della politica agricola nazionale e in riferimento comunitario “non può subire criticità tali da mettere in crisi l’intero sistema con la conseguenza di produrre gravi e irreparabili danni agli agricoltori italiani”.

Così, a pochi giorni dalla scadenza dei termini di pagamento delle multe, si riapre la vicenda quote latte. Con gli allevatori che protestano e chiedono nuovi rinvii e la società che dovrebbe gestire il comparto commissariata.