Nessun commissariamento. Il neoministro dell’Agricoltura, il Responsabile Saverio Romano, venerdì scorso ha dovuto spiegare ai rappresentanti degli allevatori perché non ha accolto la richiesta avanzata da Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Giulio Tremonti: commissariare Agea, l’ente che gestisce il fiume di miliardi che la Ue riversa in Italia per sostenere l’agricoltura. E il Carroccio non ha preso bene la decisione di Romano, tanto che Bossi ha già  riconvocato per i prossimi giorni il tavolo “quote latte” e ha intenzione, se necessario, di parlarne anche con l’alleato Silvio Berlusconi per spingerlo a far ragionare il Responsabile neoministro. Alla Lega servono i voti degli allevatori nelle urne almeno quanto al premier servono quelli degli uomini di Bossi alle Camere. Il capitolo Agea entra dunque nella partita politica.

Un’indagine dei Carabinieri ha scoperto che l’ente governativo per giustificare la produzione di latte annua comunicata alla Ue, ha truccato i dati. Come? Facendo “vivere” le vacche fino a 83 anni invece degli otto medi normali. Così gli allevatori sono tornati sul piede di guerra e sono andati a protestare in via Bellerio, quartier generale della Lega Nord. Perché è Agea che comunica alla Ue quanto latte produce l’Italia. E quando c’è un surplus rispetto a quello consentito, Bruxelles commina le multe per le cosiddette quote latte. Milioni di euro a carico degli allevatori, riscossi a colpi di cartelle esattoriali e pignoramenti.

Così, accompagnati dagli avvocati, gli allevatori hanno chiesto l’intervento del Carroccio che da ormai venti anni è il riferimento politico per chi vive di agricoltura al nord. Lunedì Bossi ha incontrato una delegazione di allevatori in via Bellerio, insieme a Calderoli. Chi ha partecipato è rimasto stupito dall’interesse mostrato del capo. “Mucche di 83 anni? Come è la faccenda?”, ha chiesto. E ha ascoltato la relazione degli avvocati degli allevatori, ha letto l’indagine dei Carabinieri, che proprio Calderoli per primo ha avuto modo di vedere. Un incontro durato oltre due ore. Terminato con un Bossi determinato a volerci vedere chiaro. Tanto che il giorno, martedì, dopo ha riconvocato alle 12 a Roma Calderoli, gli allevatori e i legali. E alla riunione nella Capitale ha partecipato anche il titolare dell’economia, Giulio Tremonti. Perché il sistema delle multe coinvolge i conti dello Stato.

Come? Quando la Ue commina le sanzioni chiede al governo di anticiparne una parte e nel frattempo congela parte dei fondi che deve inviare al Paese per il sostegno dell’agricoltura. E Agea non gestisce solo il latte ma tutto il comparto: dai campi di grano ai vitigni. Tutto. Miliardi di euro. Di fronte a un Bossi determinato a commissariare Agea, Tremonti non ha sollevato obiezioni. Anzi, ha garantito che le multe non rappresentano un problema per i bilanci dello Stato. Così, martedì, hanno chiamato Romano chiedendogli di intervenire e di commissariare Agea. Romano può farlo da ministro dell’Agricoltura. L’esponente dei Responsabili ha temporeggiato. Mercoledì mattina ha contattato Calderoli per chiedere maggiori dettagli. Poi in serata ha cercato Bossi per dirgli che non aveva intenzione di commissariare l’ente. “Non ancora, cerchiamo di venirne a capo”, ha detto. Ma ha dovuto spiegarlo agli allevatori. Li ha incontrati venerdì pomeriggio a Parma. “Nessun commissariamento”. Punto. Pare non si fidi molto degli uomini dell’Arma.

Del resto un ruolo chiave in Agea, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri nell’indagine, lo svolge il capo gabinetto del ministero. Incarico tenuto saldamente in mano per anni da Giuseppe Ambrosio. Fino all’arrivo di Romano che pochi minuti dopo aver giurato da ministro ha nominato un suo uomo di fiducia: Antonello Colosimo. Un 62enne napoletano, da trenta anni nei Palazzi, consigliere della Corte dei Conti ma più noto per essere stato uno dei beneficiari delle ristrutturazioni dono dell’imprenditore Diego Anemone. Colosimo non risulta indagato nell’inchiesta sulla cricca ma nelle carte ci sono paginate di intercettazioni che rivelano il suo interessamento per gli amici.

Alla guida dell’ente c’è invece Dario Fruscio. Uomo considerato vicino alla Lega, con un’amicizia con Bossi nata per caso, su un aereo. Fruscio, siciliano, si è presentato al leader del Carroccio elogiandone l’operato e l’azione politica. Da allora è stato inserito in quota Lega in diversi enti, anche nel comitato per Expo 2015 a Milano. C’era anche lui martedì scorso all’incontro a Roma con Bossi, Calderoli e Tremonti. Ma quando ha visto arrivare gli allevatori se ne è andato “per altri incontri”. Ma li aveva già ricevuti il giovedì prima (guarda il video). Senza però rispondere alle loro domande. Dalla più scontata: come fanno le mucche a vivere e produrre latte fino a 83 anni? Contattato telefonicamente sostiene di aver dato tutte le spiegazioni necessarie. “Abbastanza chiaramente”, garantisce. “Ci limitiamo ad applicare le leggi”, ha detto. “E’ un rapporto dei Carabinieri di cui io non sono ufficialmente stato portato a conoscenza”. Quindi? “E’ solo una relazione dei Carabinieri che non è stata portata ufficialmente a mia conoscenza e io devo fare riferimento alla norma di legge”.

Della vicenda si è interessato anche il tedesco Spiegel, in risposta Fruscio ha diffuso diversi comunicati stampa per smentire la relazione dei Carabinieri. Fino all’ultimo, di pochi giorni fa: “E’ opportuno precisare che dall’entrata in vigore della legge n. 119/2003 non risultano essere pervenute all’Agea né dalle regioni, né dall’ispettorato centrale repressione frodi, né dalle forze di polizia competenti, segnalazioni di aziende con consistenza zootecnica incompatibile con la produzione dalle medesime fatturata, tali da porre in discussione i dati”. Ma l’indagine dei Carabinieri parla di altro. I Nac scrivono che è Agea che modifica i dati per giustificare la produzione di latte dichiarata alla Ue. Ed è su questo che gli allevatori invocano chiarezza. E Bossi si è impegnato di persona. “Perché non è stata ancora commissariata?”, ha sbottato venerdì. Perché il Responsabile Romano ha detto no.