Cari neosindaci di Milano e Napoli, nell’augurarvi un buon lavoro e un grande in bocca al lupo (governare bene due città grandi e importanti come Milano e Napoli è compito arduo ed estremamente complesso) non starò qui a dirvi che da voi passa l’inizio del superamento dell’era berlusconiana come, credo frettolosamente, molti commentatori politici hanno abbozzato in queste prime ore post elettorali.

Ritengo fermamente che le idee e la politica che sottendono al quasi ventennio di governo nazionale e locale della coalizione guidata dal nostro Premier, per essere superate da un altro progetto politico e da un’altra visione del futuro, possa nascere ed alimentarsi, concretamente, da un altro modo di fare amministrazione.

E allora, senza troppi giri di parole ed elucubrazioni mentali, mi sento qui di sottoporre alla vostra attenzione due semplici proposte ed idee, sulle quali gradirei da parte vostra un pronunciamento chiaro quanto inequivocabile.

Per quanto riguarda Milano penso che l’attenzione debba concentrarsi sul prossimo Expo del 2015. Credo sia impossibile, anche per gli impegni in sede internazionale già presi, chiedere o pretendere che l’inversione di rotta auspicata passi da una rinuncia all’organizzazione della manifestazione in programma. Penso però, altrettanto concretamente, che un modo diverso di realizzarla sarebbe quella di usare gli spazi pubblici e le infrastrutture già oggi esistenti: quante sale, fiere, centri congressi, piazze pubbliche esistono a Milano e dintorni in grado di accogliere l’esposizione, gli incontri, le mostre, i convegni, previsti nel 2015? Nella città più cementificata del Paese non sarebbe un grande segnale di discontinuità politico-amministrativa scegliere sobrietà, parsimonia, tutela del territorio e della spesa pubblica dicendo stop al consumo di suolo e lavorando per utilizzare al meglio ciò che esiste?

A Napoli il tema, com’è facilmente intuibile, è la finta emergenza rifiuti che ci viene somministrata da 17 anni a questa parte.

Non sarebbe ora di fermare la costruzione di inceneritori e ampliare discariche, e invece adottare un modello già praticato in centinaia di comuni italiani e in diverse grandi città europee, lavorando per una raccolta differenziata porta a porta spinta, con progetti per la riduzione della produzione a monte dei rifiuti?

Sono due proposte che si possono mettere in pratica in poco tempo, consentendo al contempo di ridurre i costi per la pubblica amministrazione, ridurre l’impatto ambientale, e dare un’impronta chiara di rinnovamento nel modo in cui governerete per i prossimi cinque anni le città di cui siete da poche ore primi cittadini.

Mi piacerebbe che su queste due proposte trovaste modo e tempo per una risposta netta. Credo che deliberare in tal senso vorrebbe dire, per davvero, scegliere un futuro diverso e sostenibile. Proprio l’opposto dell’idea e del governo di città praticato dai vostri predecessori.

Attendo fiducioso un gentile riscontro.