Avendo appreso che nella scuola italiana gli insegnanti inculcano nei ragazzi valori contrari a quelli che le famiglie vorrebbero inculcargli (fuoristrada, condono edilizio e giubbotto Abercrombie, per intenderci), Alessandro Baricco ha deciso di provvedere personalmente, inculcando nel figlio undicenne quelli che lui considera i valori fondamentali di una società libera. Ne ha dato conto in un volume a più mani pubblicato da Fandango per il cinquantesimo anniversario di Amnesty International.

Dopo aver ascoltato la rievocazione dell’Italia mussoliniana, con le autostrade, le bonifiche e due vittorie degli azzurri ai mondiali di calcio, il ragazzo chiede a bruciapelo: «Perché allora siamo contro il fascismo?». Domanda legittima, che sul momento spiazza un po’ papà. Il quale però si riprende subito, e spiega che le autostrade non bastano se manca la libertà. «Però adesso non è così, vero?», chiede trepidante Baricco jr. Certo che no, lo tranquillizza il babbo. Ma aggiunge, «i fascismi sono molti, in molte parti del mondo». Per esempio? Mmmmh, vediamo: ah sì, Cuba. Proprio lei, l’isola rossa del compagno Fidel, dove la gente non può nemmeno navigare in Internet.

Cuba, un regime fascista? Consigliamo al giovane Baricco di non prendere per oro colato quello che gli racconta papà: consulti Wikipedia e vedrà che la repubblica cubana è uno “Stato socialista di lavoratori” dove al Partito Comunista (PCC) è assegnato il ruolo di “avanguardia organizzata della nazione”. Il PCC non propone candidati e tanto meno partecipa alle elezioni non essendoci competizione con altri partiti, e il segretario del PCC è contemporaneamente Capo di Stato e di Governo. Un paese totalitario, ma agli antipodi del fascismo. È vero che qualcuno di nostra conoscenza vede comunisti anche e soprattutto dove non ci sono, ma questo non è un buon motivo per fingere di non vederli dove invece ci sono, o per censurare il loro nome. Non vorremmo che il ragazzo finisse sotto il torchio di uno di quei professori bolscevichi che inculcano valori contrari a quelli della famiglia media: «Baricco, mi faccia l’esempio di un paese fascista». «Cuba, profe!». «Vai al posto, e studia di più». «Ma me l’ha detto papà!».