“Giustizia è fatta”. È il grido che esce dal tribunale di Ferrara al termine di un’udienza particolare. Quella che doveva decidere se un giovane di 26 anni, affetto da gravi patologie e in attesa di trapianto di fegato, doveva essere espulso. Il caso, sollevato dal “Fatto” nelle scorse settimane, vedeva un ragazzo moldavo davanti al giudice di pace per chiedere di poter rimanere in Italia per curarsi. “E per salvarsi la vita”, aggiunge la sorella, che lo aveva portato in Italia violando consapevolmente le norme sull’immigrazione pur di toglierlo dalle cure che in patria, a detta sua, “lo stavano uccidendo”.

Una volta nel nostro paese, il 26enne raggiunge la famiglia della sorella e inizia le cure. Al Sant’Anna di Ferrara gli viene diagnosticata una grave forma di insufficienza epatica. Soffre anche di splenomegalia e varici esofagee. Vomita sangue. Viene subito messo in lista per un trapianto di fegato al Sant’Orsola di Bologna. Siamo nel 2005.

Passano gli anni in attesa dell’operazione che dovrebbe risolvere la sua situazione e si arriva a fine marzo. Il giovane viene fermato dai carabinieri. Non ha i documenti di soggiorno. Dalla questura di Ferrara viene accompagnato al Cie di Milano, munito di decreto di espulsione del prefetto e allontanamento del questore.

Al Cie il medico non lo fa nemmeno entrare: le sue condizioni non sono compatibili con la permanenza nella struttura. Tornerà indietro. A sue spese. Il provvedimento di espulsione però rimane in piedi e con esso la paura di non poter più ritornare. “È vero che l’espulsione non cancella il nome nella lista d’attesa – spiegavano i famigliari -; ma i tempi per ottenere il visto per motivi di salute sono biblici, mentre per accettare il trapianto i hanno solo pochi giorni”.

È ancora la sorella a non volersi dare per vinta e contatta un avvocato per fare ricorso davanti al giudice di pace. E ora la sentenza. Favorevole. Il giudice Monica Paciello ha annullato decreto di espulsione e allontanamento per la “sussistenza di gravi motivi di salute”. Nel dispositivo viene richiamato anche un pronunciamento della Corte Costituzionale (sentenza 252 del 5/701): lo straniero non in regola con le norme sul permesso di soggiorno non può essere espulso soltanto nel caso in cui versi in gravi condizioni di salute che impongono la sottoposizione a cure urgenti e necessarie.

“Giustizia è fatta – ripete l’avvocato Giovanni Guarini -. Abbiamo un provvedimento di un’autorità giudiziaria che ci dice che il mio assistito era inespellibile per le sue gravi condizioni di salute. L’amministrazione avrebbe potuto evitare tutto questo annullando subito il provvedimento di espulsione, come del resto aveva chiesto tempestivamente la difesa”.