La prima frase che pronuncia al telefono sul caso Quarto è: “Sono furioso”. Il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli è ancora scosso per le notizie che rimbalzano dalla provincia di Napoli. Ieri a Quarto sono stati arrestati per camorra due candidati al consiglio comunale di area Pdl, nell’imminenza di elezioni che vedono qui i Verdi alleati con il partito di Berlusconi. A farsi tirare in ballo come ‘complice’ dell’inquinamento mafioso delle amministrative nel napoletano Bonelli non ci sta: “Le nostre liste sono pulitissime”. Su Quarto la posizione è netta e dura: “Scriverò a Maroni per chiedergli di annullare le elezioni”. Ma non nega “di essere imbarazzato per quel che è successo”. E assicura: “Faremo una verifica al nostro interno sulla responsabilità di quanto è accaduto, se qualcuno è colpevole pagherà”.

Presidente Bonelli, il senatore del Pdl Carlo Sarro, neo commissario azzurro per la legalità a Quarto ha detto: “So che anche i Verdi, sensibili alla questione morale, sostengono il nostro candidato a sindaco di Quarto. Se qualcuno avesse sospettato qualcosa, avremmo agito tutti con largo anticipo”. Come commenta?

“Non conosco il signor Sarro, ma gli dico che di certo le liste del Pdl e dei suoi alleati non le abbiamo composte noi, ma loro. E’ un modo sbagliato di porre la questione. Quel che è accaduto è invece di una gravità inaudita. Ho scritto una lettera al ministro Maroni affinché verifichi ora, subito, se ci sono le condizioni per il blocco e il rinvio delle elezioni a Quarto. Domani cercherò di contattarlo attraverso la batteria del Viminale. Vogliamo sapere se la camorra ha in atto una strategia di infiltrazione nella politica locale che non si limita a questi due casi. Forse c’è necessità di una bonifica della politica a Quarto”.

Nessun imbarazzo nello scoprire che a Quarto eravate alleati con questo Pdl?

“Sarei disonesto intellettualmente se non ammettessi di essere imbarazzato. E anche arrabbiato (la parola utilizzata è un’altra, ndr). Non mi nascondo dietro a un dito: stiamo ricostruendo un’immagine e una credibilità, c’è una necessità quasi etica di costruire un partito ecologista forte in questo paese ed io voglio essere molto rigoroso, perché queste vicende non aiutano quel processo di rinnovamento e rifondazione del Sole che Ride che abbiamo avviato. Ma siamo un partito federato, localmente possono avvenire delle alleanze particolari”.

La spiegazione ufficiale dell’intesa Verdi-Pdl a Quarto, fornita nei giorni scorsi dal commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, è questa: “Siamo stati quasi tutta la scorsa consiliatura all’opposizione di Secone (il sindaco Pd uscente e ricandidato, ndr), che ci mise alla porta appena vinse le elezioni grazie ai voti dei Verdi, e l’abbiamo sfiduciato. In piena autonomia i Verdi hanno scelto di allearsi a Quarto col Pdl, alternativo a Secone: siamo ovunque all’opposizione del centrodestra, ma non saremo mai schiacciati a sinistra. Se un sindaco non ci convince non lo sosteniamo”.

“Faremo una verifica su questa vicenda e se ci sono delle responsabilità qualcuno se le assumerà”.

Quali anticorpi deve produrre la politica per evitare il rischio di infiltrazioni mafiose?

“Va estirpato il clientelismo che in certe zone della Campania va a braccetto con le organizzazioni malavitose. Si può fare con una regolamentazione ferrea e rigida delle candidature da parte delle forze politiche. E attraverso una politica che ascolti le esigenze dei territori, che proponga l’etica della responsabilità e la certezza del diritto. Nei mesi scorsi sono stato alla rotonda di Terzigno (Napoli) per ascoltare le ragioni delle mamme e dei cittadini che protestavano pacificamente contro la nuova discarica. La politica non li ha ascoltati. Quando la politica non ascolta, quando mancano l’etica della responsabilità e la certezza del diritto, vince il diritto del più forte. E in quei luoghi qual è il diritto del più forte”?

Quello della camorra, purtroppo.

“Anche, ma non solo. Il diritto del più forte si alimenta pure con la politica che è andata avanti a favori e clientelismi, calpestando le regole e i diritti dei cittadini privi di ‘padrini’ politici”.