Per chi è appassionato al soggetto, proviamo a dare qualche informazione sul candidato repubblicano attualmente in testa ai sondaggi: Donald Trump.

Come noto è un immobiliarista; come è noto è fallito tre volte, la prima volta nel 1992, l’ultima l’anno scorso.

Non si occupa soltanto di palazzi. Il suo impero, alquanto indebitato, spazia da università private a bistecche al dente. Il suo asset più importante è il nome, che usa per tutto, anche per le bistecche (le famose Trump steak).

È in testa ai sondaggi (26%) perché ha fatto molto parlare di sé, spesso nel vero senso della parola: è uso mandare qualcuno dai giornalisti a spifferare un gossip su di lui di cui lui stesso è l’autore. È noto anche per aver condotto un programma molto seguito in America. Un programma in cui si era assunti o licenziati, una metamorfosi del più tradizionale “vinci o sei eliminato”. Più spesso si era licenziati e così Trump è diventato famoso per la frase “You are fired”, sei licenziato. Ha provato a farci sopra dei soldi, sulla frase, depositando il copyright, ma la domanda non è stata accolta. Si può ancora licenziare gente in America senza pagare le royalty a Trump.

Pur essendo in testa ai sondaggi, non è ancora candidato. Ha fatto lo stesso altre volte: si è fatto vedere in giro, ha lasciato dire, ha speculato sul gossip, ha guadagnato qualche milione di dollari in pubblicità gratis sul suo nome, e poi se n’ andato a costruire un altro Trump Palace.

Vedremo presto se anche questa volta fa lo stesso.