Jack Layton, Ryan ClearyUno stupidissimo luogo comune vuole che la politica canadese sia noiosa. Al contrario, le imminenti elezioni di Ottawa spingono a scoprire un elettorato estremamente volatile e portato a spostare voto in massa senza alcun problema ideologico. Sebbene le elezioni si terranno per tutto il Paese il 2 maggio, il sistema ha previsto come al solito 3 giorni di elezioni il 22, 23 e 25 aprile e i dati dell’affluenza a quello che chiamerei “un voto anticipato delle elezioni anticipate” hanno segnato oggi un record del +35% rispetto ai corrispettivi delle ultime elezioni.
Il dato, che si traduce in oltre 2 milioni di canadesi che hanno già votato, si è guadagnato l’apertura del Globe and Mail di oggi e lascia presagire che il cambiamento nel Parlamento di Ottawa sarà “sismico” come ha scritto il Toronto Star. L’ex capo dell’Ufficio elettorale centrale, Jean-Pierre Kingsley, oggi attivista del gruppo “Apathy is Boring” (L’apatia è noiosa), ha dichiarato al principale quotidiano nazionale che questo incredibile aumento registrato nel voto anticipato “sarà confermato dal dato finale e segna che i canadesi stanno cominciando a capire che votare è molto importante”.

Alle elezioni del 2008, il dato dell’affluenza è stato del 60% e molti politologi erano preoccupati di vedere la partecipazione crollare sotto questa soglia psicologica. Gli aumenti maggiori si sono avuti in Newfoundland, Labrador e Nova Scotia, dove si è già recato al voto rispettivamente il 75% e il 68% degli aventi diritto. In Ontario, ha invece votato il 37%. Fatto buffo e tutto canadese, qui i seggi elettorali si aprono in posti per noi improbabili, come per esempio gli androni dei palazzi di Toronto. Il Paese evita così di dover usare le scuole, causando interruzioni dell’anno lavorativo per studenti e professori. Un’idea che dovrebbe essere esportata anche in Italia, assieme a quella delle urne di plastica trasparente, così più cristalline (in tutti i sensi) delle nostre di legno pesante.

L’ultimo sondaggio, pubblicato oggi dal Toronto Star su un campione di 2041 elettori e con un margine d’errore del 2,4%, vede addirittura i socialdemocratici dell’NDP passare dal 18% al 30%, una percentuale mai vista prima dal principale partito della sinistra sindacale, con i Conservatori ancora in testa ma calanti, dal 37,6% al 35%, i Liberali in caduta dal 26 al 22%, il Blocco Quebecchese che crolla in casa, dal 10% al 7%, incalzato perfino dai Verdi, ora al 5%. Dati analoghi, ma di altre case di sondaggi, sono pubblicati oggi anche dal Globe and Mail e dall’italiano Corriere Canadese, che per altro pubblica sottolinea l’ampiezza del maxi campione di 3000 elettori su cui è tratto il sondaggio della Ekos, che sostanzialmente è allineato a quello del Toronto Star.

La cosa paradossale è che pur perdendo voti i Conservatori potrebbero così raggiungere una maggioranza in seggi a causa del crollo del principale partito d’opposizione, i Liberali. Ma se per caso il calo dei Conservatori non dovesse invece consentire il raggiungimento del 51% dei seggi, diventa assai probabile l’ipotesi del primo governo di coalizione della storia del Canada, ma solo tra Neodemocratici e Liberali, quindi senza Blocco Quebecchese, e soprattutto con il trascinante leader socialdemocratico Jack Layton come Primo ministro. Layton, sempre secondo un sondaggio del Toronto Star, ha un tasso di approvazione del 49%, a fronte del 36% del Primo ministro conservatore uscente Stephen Harper, del 25% della leader verde Elizabeth May, del 21% dell’algido leader liberale Michael Ignatieff e del 13% del leader separatista Duceppe.

Ma il periodo elettorale consente anche di scoprire l’esistenza di una panoplia di partitini e movimenti politici canadesi dagli scopi improbabili, di cui parleremo domani.

Nella foto: Jack Layton (Lapresse)