Il programma Radio Londra venne trasmesso per la prima volta il 27 settembre 1938 sulle frequenze della Bbc con il difficile compito di offrire ai cittadini italiani un servizio di informazione alternativo a quello fascista. Lo spirito che lo animò può essere riassunto riportando le parole pronunciate il 22 aprile 1941 da Harold Stevens, in arte Colonnello Buonasera, una delle voci principali: “Buonasera (…) sappiamo che l’Italia ha sete di verità e di senso comune. Non è possibile allontanare dall’acqua le labbra degli assetati” .

Oltre settanta anni più tardi è un’altra Radio Londra a far parlare di sé. Il 14 marzo 2011 Giuliano Ferrara ha inaugurato la propria rubrica sulle reti Rai. Il nuovo programma colma significativamente il vuoto lasciato da Il Fatto di Enzo Biagi, uno spazio di approfondimento trasmesso dal gennaio 1995 sino al maggio 2002, quando cessò di andare in onda in seguito all’editto bulgaro. Quella di Ferrara è anche una riproposta, dato che la prima versione andò in onda sulle reti Fininvest di Berlusconi dal 1988 al 1994, l’anno della “discesa in campo” del Cavaliere.

È interessante creare un parallelismo e ricercare una serie di analogie tra le due Radio Londra. Entrambe le trasmissioni sono state concepite come house organ con l’obiettivo di diffondere dapprima una serie di messaggi di propaganda e di speranza in un nuovo cursus politico italiano e successivamente, una volta rovesciato lo status quo, si sono fatte portavoce delle paure e dei timori delle rispettive élite politiche.

La Radio Londra della Bbc aveva il compito non solo di informare le forze antifasciste, ma anche di fornire loro un supporto morale. Quella di Giuliano Ferrara ha avuto, per assurdo, la pretesa di svolgere una funzione analoga nella prima edizione (1988-94). Una volta raggiunti gli obiettivi politici – la liberazione dell’Italia dal fascismo nel primo caso e l’affermazione del Cavaliere alle politiche del 1994 nel secondo – anche la linea editoriale dei rispettivi programmi si è adeguata alle nuove esigenze politiche. E i messaggi sottostanti si sono fatti portavoce non più delle speranze, bensì dei timori dei rispettivi poteri.

La Radio Londra della Bbc ha svolto per ben 43 anni (sino al 1981) un ruolo di supporto, seppur figurativo, alla politica delle forze alleate filo-occidentali. È risaputo che gli Stati Uniti abbiano mantenuto in vita in Italia una struttura paramilitare nel timore che le forze filo-sovietiche prendessero il sopravvento. Si tratta di una semplice casualità che il programma della Bbc abbia chiuso i battenti nel dicembre del 1981 ovvero due mesi dopo la scoperta delle liste della Loggia Propaganda 2 di Licio Gelli? E che siano dei sentimenti di paura – ovvero il timore di essere politicamente al capolinea – quelli che hanno spinto l’attuale Governo a proporre un programma fantoccio sulle reti Rai?

D’altro canto, sono le stesse parole usate da Giuliano Ferrara il 14 marzo scorso, a dipingere un ritratto in penombra: “Buonasera, io ho paura. Mi vergogno un po’ di dirlo. Non dovrei dirlo. Ma ho paura. Tutti hanno paura. Ma non tutti hanno paura nello stesso modo”.

Stefano Fugazzi, milanese di origine, lavora a Londra nell’area Finance & Control. È tra gli organizzatori del circolo Amici Miei