Dopo l’incontro tra i ministri degli Interni italiano e francese ho interpellato Paolo Oddi, avvocato immigrazionista, esperto dell’Associazione Giuridica Studi Immigrazione.

Avvocato Oddi, è difficile districarsi nelle vicende di questi giorni avendo chiaro che cosa è coerente col diritto internazionale, e che cosa è coerente col trattato di Schengen.
Infatti.. è evidente che i governi sono mossi più da preoccupazioni politiche ed elettorali che da una coerenza tecnica. E che ancora meno sono mossi dal rispetto dei diritti. Eppure ne devono tenere conto.. Perchè poi i nodi tornano al pettine.

Come giudica i risultati dell’incontro tra i due ministri degli interni italiano e francese?
Ampiamente contradditorio. Da un lato si dicono cose abbastanza ragionevoli e rispondenti al trattato di Schengen sulla validità dei permessi temporanei ai tunisini che l’Italia ha finalmente concesso. Dall’altra si presenta come seria e praticabile una sparata propagandistica illegale come quella del pattugliamento navale delle acque internazionali per respingere barconi tunisini.

Davvero è impraticabile?

Il diritto comunitario, il diritto internazionale, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, vietano categoricamente i respingimenti collettivi. Bisogna identificare sempre i migranti uno ad uno, ipotizzando che vi possano essere richiedenti asilo. Inoltre non si può mettere a repentaglio la vita delle persone in mare. E gli eventuali naufraghi vanno soccorsi. L’Italia è già stata richiamata dalla UE per questi respingimenti collettivi, che erano stati fatti tra il 2009 e il 2010 in accordo con Gheddafi. E comunque in quel caso c’era l’accordo – con clausole segrete – con la Libia. Non credo ci sia con la Tunisia. Come dice la stessa Bossi Fini: nelle acque nazionali e internazionali una nave militare italiana può fermare una barca, e sottoporla a ispezione, ma poi in tal caso la può solo sequestrare e portare a un porto italiano.

E sui permessi temporanei che dice? Servono per andare in Francia?
Fin dall’inizio di questa crisi l’associazione a cui appartengo, l’Asgi, ha ricordato che il nostro Testo Unico sulla immigrazione prevede (art 20) i permessi temporanei come strumento che rientra nelle misure straordinare di accoglienza per eventi eccezionali. Questo l’Italia lo può fare a prescindere da accordi europei specifici. In quanto tali questi permessi danno diritto a transitare in un altro paese o a risiedervi come turisti fino a 90 giorni. E’ vero che la Francia può non accettare chi non abbia i requisiti minimi. In particolare per entrare come turisti gli extracomunitari devono dimostrare di potersi mantenere per un breve periodo (max 90 giorni). C’è modo e modo di attuare questo filtro. E che si ripristini una frontiera a Ventimiglia che contrasta con gli accordi di Schengen. Controlli individuali ma non sistematici in Francia sono invece compatibili con questi accordi.

E la Germania che dice che questi permessi l’Italia non li doveva neanche dare?
Detta così è una posizione infondata e incomprensibile. E’ vero che ci sarebbe – e forse ci sarà – una strada maestra che è quella di un accordo europeo per un accoglienza concordata e ripartita, c’è la direttiva 55 del 2001, recepita da tutti gli stati membri. Bisogna che il consiglio europeo dichiari che c’è un’emergenza umanitaria e definisca una ripartizione dell’ospitalità.

Riferita ai tunisini o ai profughi dai paesi in guerra?
L’Italia adesso ha deciso che d’ora in avanti i tunisini li espelle. Ma come dicevamo non potrà praticare respingimenti collettivi. Per i primi 30 tunisini espulsi hanno fatto viaggiare a Tunisi 60 poliziotti.. Auguri… Ma sui richiedenti asilo che arrivano da paesi in guerra non si può fare neanche così. La Libia prima li conteneva, violandone i diritti umani. Ora la Libia stessa produce profughi in fuga dal conflitto e potenziali richiedenti asilo. L’Europa deve accoglierli, non c’è altra soluzione.