un'immagine del film "Goodbye Mama"

Bianeva Boneva Dragomira, in arte Michelle Bonev, è una donna “sorpresa”, tre volte “sorpresa”. “Sorpresa” per la presentazione in pompa magna alla Mostra di Venezia di Goodbye Mama il 3 settembre: “Ci hanno avvisati solo 10 giorni prima, e non eravamo preparati: con Palazzi, per alberghi, motoscafi e il resto abbiamo pagato due-tre volte di più”. Tenete a mente: “330mila euro”, scuciti dalla Romantica Entertainment Srl: “Abbiamo sostenuto tutte le spese: ho le fatture”, rivendica Dragomira. Che davvero può tutto: con un solo colpo di telefono, al Lido trovò il red carpet spianato.

“Sorpresa” perché, attraverso l’attuale ministro dell’Agricultura Galan, Berlusconi le fece pervenire in Sala Pasinetti il suo “caloroso abbraccio”: “Positivamente sorpresa, ma è una coproduzione importante, che dopo 20 anni riporta il cinema bulgaro in Italia: anche Mueller, che l’ha visto cinque volte, si è scusato per questa lunga assenza”. Ma Silvio? “Lo conosco dal ’95, non siamo amici, non ci frequentiamo, ma tifo Milan e ho curato l’immagine di giocatori rossoneri”. Insomma, solo “cene di pallone, nella villa di Arcore non sono mai stata, ma se mi invita ci vado”.

La donna bulgara sotto la Madonnina
Tenete a mente, perché c’è chi giura che a metà anni ’90 Dragomira si vantasse sotto la Madonnina: “Sono fidanzata con l’uomo più potente e ricco di Milano”. Vai a sapere a chi si riferiva… Ma sull’approdo in Italia di Michelle, che oggi incanterà a Domenica In, il film glissa con ellissi di lynchana memoria: il suo alter ego Elena tenta il suicidio e si risveglia a Roma, negli occasionali dintorni di Piazza Adriana, sede di Rai Cinema. “Sorpresa – e tre – anzi, piacevolmente sorpresa: no, non lo scriva, per me è solo un piacere”, perché Goodbye Mama l’8 aprile arriva nelle nostre sale in 80 copie con il service distributivo di 01: “Rai Cinema deve aver fatto le proprie ricerche di marketing e ha deciso così”. Decisione di cui andare fieri, così fieri che il gotha di Rai Cinema alla round table con la Romantica trinità Bonev, Licia Nunez e Giuseppe Maria Corasaniti ha fatto sentire la propria assenza al completo: complice una convention aziendale, i panni sporchi si sono risciacquati in Arno.

Ma il dettato manzonian-andreottiano non è peregrino. Infastidita dalle troppe domande su Papi, la Bonev chiama in causa il Divo Giulio – “Di lui che scrivevate?” – mentre Corasaniti esorta i cronisti: “Scrivete come parla bene italiano, Michelle”. Ed è vero, semmai i dubbi sorgono per l’associato. Non è un one woman show, anche Licia Del Curatolo da Barletta, rivendica il suo “posto al sole”: “Repubblica ha dovuto rettificare, non sono mai stata indagata, mai interrogata da un pm e non ho mai avuto rapporti di amicizia con Gianpaolo Tarantini”. Viceversa, “non ho mai negato quella con Berlusconi: mi ha presentato lui Tarantini a Palazzo Grazioli, e il premier è una garanzia”. Soddisfatti o rimborsati? Diremmo la seconda: “Credo nella buona fede di Berlusconi: ora non frequenta più Tarantini”, rileva la Bonev. Ma mai dire mai, il bel tempo è arrivato, Villa Certosa aspetta, e anche Bond è di casa: “Non vado mai a leggere, prima di condannare i giudici devono sapere le cose. Io so cos’è la Stasi, il KGB, e questa di Berlusconi mi sembra una spy-story: dicerie, stralci, pubblicati da certi giornali che non hanno qualità”.

La distribuzione in ottanta sale
Ma non crediate, perché seppur Cenerentola senza “un Principe azzurro sul piano professionale: Giuseppe (Corasaniti, Ndr) è un fratello, e con Saccà ci salutiamo, non credo alle intercettazioni”, Dragomira non vuole “fare la guerra ai giornali: potevo querelare, non mi interessa, che parli il film”. Accontentiamola. Prodotto dalla Bonev con Nunez e Corasaniti per il 60% italiano, dalla sola Bonev per il 40% bulgaro – i 300mila leva (154mila euro) messi dal Centro nazionale bulgaro di cinematografia hanno garantito le dimissioni al dg Alexander Donev e al viceministro della Cultura Dimitar Derelviev (fonte: novinite) –, Goodbye Mama ha utilizzato letteralmente ad personam l’accordo di produzione italo-bulgaro del ’67 e svuotato le tasche di Dragomira & C. per 3 milioni e 300mila euro, meno i 150mila bulgari, meno il milione per i diritti free e pay acquisiti dalla Rai, più i 330mila euro veneziani. Fate voi i conti, ma incalcolabile è il product placement di Re Silvio, che nel film campeggia sorridente su una scrivania ministeriale bulgara: “È molto amato, tutti hanno fatto foto con lui”. Ma solo una è rimasta impressa su pellicola: Goodbye Mama.

Da Il Fatto Quotidiano del 3 aprile 2011