Tutto procede come da copione in vista dell’annunciata “riforma della giustizia epocale” non ancora definita “in tutti i suoi aspetti” la cui bozza dovrebbe essere illustrata da Alfano, last minute, al presidente della Repubblica.

E’ stato confermato il vertice del Pdl della vigilia a cui parteciperà, ovviamente anche il più diretto interessato al mega pacchetto comprensivo del ddl costituzionale che vuole riscrivere il titolo IV della Costituzione, di un maxiemendamento sulle intercettazioni, per azzerarle, e del processo breve riformulato per dimezzare da subito i processi in corso a Milano.

E per comprenderne appieno tutta la portata epocale basta scorrere le prime pagine delle testate di famiglia, più scatenate del solito contro i nemici della madre di tutte le riforme: Il Giornale ha da giorni titoli cubitali contro “la rivolta” delle toghe “capeggiate” da quel pericoloso eversore di Armando Spataro, un magistrato impegnato da oltre trent’anni sul fronte dell’antiterrorismo, della mafia, della ‘ndrangheta al nord, del Sismi di Nicolò Pollari che ha rapito Abu Omar per sottrarlo alla giustizia italiana e consegnarlo ai suoi torturatori.

L’escalation della violenta propaganda antimagistrati della stampa berlusconiana si intensifica di ora in ora con metodi non nuovi ma che sono, se possibile, ancora più ostentati che nel passato e sbattono in prima pagina la presunta corrispondenza “cospirativa delle toghe rosse”. Alla vigilia del giorno della riforma “epocale” Sallusti spara a tutta pagina “Le email segrete dei magistrati: ‘Sistemiamo lo zietto Silvio e i suoi fan’ ”, sottotitolo da allarme rosso: “Tira aria di golpe, le toghe si scambiano messaggi minacciosi”. Libero, invece lancia quella che alla rassegna stampa del TG 5 viene definita “una notizia inquietante”, mettendola implicitamente in relazione alla necessità di tenere al guinzaglio i pm e titola con caratteri più che cubitali “Non si fermano più.” E poi nel sottotitolo, quasi si trattasse di un delitto di lesa maestà “P4, vogliono colpire Letta.. attaccare il cuore del potere berlusconiano”.

Si potrebbe obiettare che in fondo non c’è molto di nuovo sul fronte berlusconiano e che quando si tratta della giustizia e cioè di vita o di morte per il presidente del Consiglio e dunque per il Governo la propaganda domestica fa come sempre la sua parte con metodi e stile consolidato. Però è il contesto che deve allarmare, e aggiungerei, mobilitare.

Il Corriere registra “le aperture” da finiani e Udc, Il Foglio titola “Giustizia e schiarite”, Il Riformista che nelle rassegne stampa viene definito giornale della sinistra apre, anche lui a titoli cubitali con “La riforma della giustizia senza leggi ad personam. Perché no?” E allora dato che da troppo tempo dai partiti sedicenti di sinistra non si dice un no chiaro e tondo a quella che, come ha detto molto puntualmente Armando Spataro, è una (epocale) controriforma della giustizia a cui va data una risposta altrettanto epocale, bisogna che ancora una volta siano i cittadini e gli elettori che in primo luogo si riconoscono nella Costituzione, a farlo.

Sia che tutto l’armamentario della grande riforma costituzionale serva solo a sollevare un polverone sulle urgentissime leggi personali da portare a casa nell’immediato, sia che costituisca il coronamento “del sogno” berlusconiano e venga per ora presentato senza i pendant delle intercettazioni e del processo breve, va contrastato da subito con ogni mezzo civile e democratico.

La prima e importante occasione è quella della manifestazione a difesa della Costituzione di sabato prossimo, in cui il tema della giustizia deve essere una priorità assoluta, per il semplice motivo che le “innovazioni” della cosiddetta riforma scardinano il principio cardine della obbligatorietà dell’azione penale, scorporano i PM dall’ordine giudiziario riducendoli a funzionari di polizia, snaturano l’organo di autogoverno, umiliano i magistrati con il risultato di penalizzare i cittadini.

Salviamo quel che resta della giustizia penale e della civiltà giuridica del nostro paese: se non ora, quando?

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