Non arrabbiatevi troppo, ma io difendo l’onorevole Vitali e il senatore Butti, anzi mi stanno simpatici, li considero quasi dei compagni di strada o dei camerati da passeggio, perchè con le loro proposte hanno disvelato quello che i genitori pensano e dicono in casa, magari la sera, vicino al caminetto, mentre nonno Silvio guarda vecchi documentari sugli animali con le amiche più care, comprese alcune orfanelle scappate dall’Egitto, dal Marocco, dalla Libia, dal Brasile, e qui ci fermiamo perchè non abbiamo più lo spazio per completare l’elenco.

L’onorevole Vitali Luigi ha predisposto una norma, battezzata “prescrizione breve”, per mettere al sicuro gli imputati over 65 e per estinguere subito alcuni procedimenti del capo supremo. “E che ci posso fare io se nella norma ricadono anche i suoi processi” ha aggiunto il candido Luigi che, a quanto pare, non sarebbe  neppure parente del più famoso Alvaro, indimenticato protagonista di tanti film degli anni settanta e che oggi potrebbe serenamente sostituire il ministro Bondi al ministero per i beni culturali.

“Siamo al  tumulto degli imbecilli” avrebbe commentato l’avvocato Ghedini preoccupato dalle improvvisazioni del collega che hanno disvelato quale sia la natura dei provvedimenti ai quali pensano i mazzieri di regime.
Il povero Vitali avrà forse peccato nei modi e nelle forme, ma ha solo e soltanto dato una veste estrema a quello che tutti sanno e cioè che bisogna colpire i poteri  di controllo e impedire che il capo sia giudicato punto e basta, il resto sono fesserie.

La proposta di Vitali e l’ira di Ghedini sono la migliore prova della serietà delle accuse, tanto è vero che non si propongono neppure di vincere il processo, ma semplicemente di annullarlo, di cancellare ogni cosa, di nascondere la polvere sotto il tappeto di Arcore.

Allo stesso modo troviamo ingenerose le critiche al senatore Butti, anzi gli chiediamo scusa per averlo attaccato. La sua proposta di regolamento “manetta” è fatta con la stessa stoffa della legge bavaglio, rende comicamente e tragicamente chiare le loro intenzioni: colpire le trasmissioni sgradite, dare mano libera ai tg di famiglia, non regolamentare le videocassette e le telefonate dei molestatori, bensì infastidire quelle poche trasmissioni che ancora tentano di informare, di dare spazio a tutte le voci, di non occultare  i fatti che non piacciono all’editore unico di riferimento.

Del resto solo un ingenuo poteva aspettarsi qualcosa di diverso da uno schieramento che ha insultato Montanelli, plaudito all’editto bulgaro, inveito contro i Saviano, gli Eco e che avrebbe voluto censurare persino l’esibizione  delle Iene a Sanremo.

Al senatore Butti va riconosciuto “il merito” di averci messo la faccia e la firma, di aver liquidato gli inutili buonismi, di aver resa esplicita la paura di un vecchio signore e della sua corte che, pur di restare in sella hanno bisogno di bavagli, di minacce, di oscuramento e di oscurantismi.
Da qui anche la scelta  di boicottare i referendum, con la speranza di farli morire per mancanza di partecipazione, per oscuramento mediatico, anche perchè, alla fine di maggio, finiranno proprio quelle trasmissioni che non piacciono  ai berlusconiani.

Per queste ragioni e solo per queste ragioni abbiamo ringraziato Vitali e Butti, perchè hanno reso visibile quello che si doveva fare senza tanti strepiti, grazie a loro ora abbiamo un motivo in più per andare alla manifestazione del 12 marzo a Roma, e subito dopo per impegnarci, pancia a terra, nella preparazione dell’appuntamento referendario.