Popolo viola LondonCentinaia di italiani residenti o in vacanza a Londra sono scesi in piazza ieri per difendere la dignità delle donne e del Paese durante la manifestazione “Se non ora quando?”, arrivata nella capitale inglese grazie al Popolo Viola London che, fin dalla sua nascita nel 2009, si è impegnato in azioni di informazione, sensibilizzazione e protesta pacifica. Tra le notti di Arcore e le indagini per le ipotesi di reato di concussione e prostituzione minorile, il nostro Mister B. ha garantito all’Italia il posto d’onore nella sezione “biasimo” di tutti i giornali inglesi, dagli autorevoli broadsheet ai meno intellettuali tabloid, e lo stesso dicasi per molte altre testate internazionali.

La folla londinese, costituita, secondo una stima della polizia britannica, da circa 400 persone, si è riunita nel pomeriggio a Richmond Terrace, di fronte alla sede del primo ministro in Downing Street, dove, tra palloncini viola e ombrelli pronti a sfidare il meteo, ha accolto acclamante il discorso d’apertura su tematiche quali il conflitto d’interessi, i rapporti tra Berlusconi e la mafia, la mancanza di indignazione di molti italiani, il significato dell’essere cittadini in Italia oggi e la mercificazione della donna.

Numerose le italiane presenti all’evento per rivendicare la propria dignità , tra cui Francesca Gioia, trentacinquenne che, oltre a lavorare nel settore media, è uno dei più attivi esponenti del Popolo Viola London. “Il nostro obiettivo – racconta Francesca – è stato quello di supportare le manifestazioni che si sono svolte in contemporanea nelle principali piazze italiane e diventare una voce sola insieme a loro. In questa folla c’è una forte convivenza d’idee e sentimenti, perché “Se non ora quando” è gemellata con “Wake up Italy” contro il governo berlusconiano in genere”.

Fra i cartelli apparsi nel corteo c’era quello di Francesca Sironi, venticinquenne impegnata nell’editoria, che esibiva la scritta “I am a woman, I am not an ornament”“Siamo stanchi di tutti questi scandali targati Silvio Berlusconi – si sfoga Francesca – ormai ovunque, all’estero, la gente ride dell’Italia”.

Altrettanto indignato per il senso d’imbarazzo nei confronti del proprio governo è Roberto Pagani, quarantaduenne che lavora nella finanza londinese, andato a protestare con il cartello “Italy deserves much better than bunga bunga”“In Egitto il popolo ha vinto contro Mubarak, mentre noi non riusciamo a liberarci di Berlusconi”, lamenta Roberto.

Dopo la riunione davanti a Downing Street, la folla dei partecipanti si è mossa attraverso Trafalgar Square e Green Park, fino ad arrivare a Grosvenor Square, davanti all’Ambasciata italiana, dando voce a numerosi slogan concentrati sul desiderio di liberare l’Italia dall’attuale premier, per poi culminare nel coro di Fratelli d’Italia. Tra note finali ed applausi, alcuni dei partecipanti si sono commossi.

Manifestazioni simili hanno avuto luogo in contemporanea anche in altre città europee come Barcellona, Parigi, Praga, Atene e Bruxelles e in località ben più lontane come Boston, Washington, il Nepal e l’Australia. Un milione di persone in tutto il mondo, tra italiani emigrati e cittadini solidali alla nostra causa ha manifestato la propria disapprovazione nei confronti dell’immagine pubblica di Silvio Berlusconi.

Testo e foto di Federica Tedeschi