“Non sai mai cosa ti mette Lele nel bicchiere, dopo ti senti stordita”. Dalle carte di un’inchiesta di Napoli avviata su un giro d’usura e approdata alle notti di Arcore, spuntano le intercettazioni di Sara Tommasi. Ma soprattutto, come rivelano Corriere della Sera e La Stampa, arriva un elemento che conferma l’uso di droghe alle feste organizzate dall’agente oggi indagato per induzione alla prostituzione insieme a Emilio Fede e al consigliere regionale, Nicole Minetti. L’abitudine di sciogliere sostanze nelle bevande era già emersa nell’inchiesta avviata dai magistrati di Bari sul reclutamento di ragazze da parte dell’imprenditore Gianpaolo Tarantini.

Tommasi, 29enne soubrette sbarcata all’Isola dei famosi con una laurea in Bocconi, non ha mai fatto mistero di aver partecipato alle serate nella residenza di Silvio Berlusconi ma, dice, di essere andata solo “in occasioni ufficiali, dopo incontri o convention del Pdl, con politici e ministri”. Ma è stata ad Arcore anche il 25 aprile scorso insieme a Ruby in occasione della visita di Vladimir Putin. A leggere le intercettazioni, nel Palazzo la giovane Sara ha molte amicizie. A partire dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e dall’eurodeputata del Pdl, Licia Ronzulli. Ma nel vortice di personaggi che ruotano attorno ad Arcore, è Lele Mora quello che Sara Tommasi conosce maggiormente. E’ stata una delle preferite dall’agente, star della scuderia. “Sappiamo tutti che Lele Mora portava le ragazze a Berlusconi, come si sa che si ricorre alla prostituzione”, ha detto ieri a Un Giorno da Pecora, trasmissione di Radio 2.

Oggi, Corriere della Sera e La Stampa, ricostruiscono i rapporti tra Sara Tommasi e Silvio Berlusconi, la sua presenza ad Arcore e riportano le intercettazioni della procura di Napoli da cui emerge che Lele Mora, già condannato per cessione di cocaina negli anni ottanta, drogava le ragazze. Lo racconta Sara a un amico che la chiama chiedendole cosa fosse accaduto in un locala a Milano Marittima. “In queste occasioni non sai mai cosa ti mette Lele nel bicchiere, ti senti stordita….”, dice la ragazza. Ma le telefonate fotografano chiaramente un giro di legami di Tommasi con politici, dirigenti televisivi, manager, nella ricerca continua di successo e soldi. La 29enne è stata convocata in procura a Napoli per essere interrogata e probabilmente sarà presente anche uno dei magistrati di Milano titolari dell’inchiesta sulle notti del bunga bunga ad Arcore. I pubblici ministeri delle due città si incontreranno a giorni per uno scambio di atti e per la messa a punto di una strategia comune proprio in vista dell’interrogatorio di Sara Tommasi.

La ragazza ha contatti importanti e li usa con disinvoltura. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, Sara Tommasi spediva sms a Silvio Berlusconi e telefona svariate volte a Ignazio La Russa. Ma anche a Paolo Berlusconi e Licia Ronzulli, eurodeputato del Pdl considerata madrina delle serate di Arcore e legata alla consigliera regionale Nicole Minetti che ne avrebbe preso il testimone nell’organizzazione delle feste nella residenza del premier. Ma Tommasi chiede anche aiuto per avere partecipazioni televisive a Fabrizio del Noce e a Massimo Giletti. Esprime più volte la volontà di uscire dal giro delle serate occasionali e si affida a un conoscente, nelle carte indicato come Bartolo, che gli organizza incontri. “Io non voglio più essere nel giro del presidente – si sfoga – voglio muovermi autonomamente”. Bartolo esegue. L’ultimo incontro organizzato per la soubrette risale a pochi giorni fa: in un hotel alla periferia di Napoli con un guadagno per lui di mille euro. Come scrive il Corriere, sono state le intercettazioni a rivelarlo e il riscontro è arrivato dagli accertamenti svolti dalla polizia. Così è scattata per il “mediatore” l’accusa di induzione alla prostituzione. Anche su questo la ragazza dovrà fornire spiegazioni.

Sentita dal Corriere della Sera, Tommasi non ha risposto sulle contestazioni degli inquirenti, si è limitata a definire il mondo in cui cercava la celebrità. “Il modello è quello del faraone con la sua corte. Purtroppo, in questo mondo, ormai si consuma soltanto una piccola, continua guerra di potere: le foto servono a punire o a premiare certe ragazze rispetto ad altre; a ricattare quel politico oggi e quell’altro domani. Le donne dello spettacolo vengono costruire e usate ma si vede che va bene così a tutti”.

In serata cominciano ad emergere elementi dall’inchiesta della Dda di Napoli sul giro di ‘squillo’ nel cui ambito sono state effettuate intercettazioni a carico della Tommasi. Bartolo, l’impresario coinvolto in un presunto giro di prostituzione e contraffazione di banconote, organizzò l’incontro della showgirl il 30 gennaio in un hotel di Giugliano in provincia di Napoli su richiesta di due uomini di Casal di Principe, noti alle forze dell’ordine, che volevano regalare questa serata con la Tommasi a un loro amico. Gli investigatori in un primo momento hanno creduto che l’uomo cui era stato “regalato” l’incontro con la Tommasi fosse un latitante, quindi hanno compiuto indagini a Casal di Principe verificando che non si trattava di un ricercato. Il prezzo della serata si sarebbe aggirato intorno ai 1.500 euro. Sara Tommasi negli ultimi mesi sarebbe stata a Napoli quattro, cinque volte per appuntamenti artistici. In alcune circostanze Bartolo le avrebbe proposto dei clienti, ricevendo qualche volta risposte positive e in altri casi dei no.

Nell’informativa depositata oggi in procura, di una cinquantina di pagine, ci sarebbero una quindicina di sms ed i testi di molte telefonate, in cui Sara Tommasi parla sia di Lele Mora, sia di Fabrizio Corona. C’è un sms al ministro Ignazio La Russa, nel quale lei gli chiede di incontrarlo e lui risponde di essere impegnato e rifiuta. Altri sms risultano inviati anche a Silvio e Paolo Berlusconi, senza risposta. Anche dalle telefonate intercettate risulta quanto la Tommasi ha detto ieri nella trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”: era costantemente preoccupata che qualcuno le somministrasse bevande drogate con sostanze stupefacenti. I messaggini della Tommasi sono scritti in gergo giovanile, con le abbreviazioni tipiche degli sms come l’uso della k al posto di “ch’’. Spesso in questi brevi testi la giovane si rivolge ai propri interlocutori con l’appellativo ‘amore’. Gli investigatori sono orientati a convocare la Tommasi in procura, ma non prima della prossima settimana.