“Sai, ho fatto vedere a mio papà il film…”. Questo è quello che mi ha detto Lidia, la ragazza delle Agende Rosse che si è occupata dell’organizzazione della presentazione a Palermo del nostro Dvd, che uscirà con Il Fatto Quotidiano l’8 febbraio prossimo.

Lei e la sua famiglia sono nati a Palermo e questioni come la mafia e la morte di Paolo Borsellino le sentono più vicine di altri. Tutto quello che puoi vedere negli occhi della gente onesta nelle diverse parti d’Italia a Palermo è quadruplicato. Ci sono i giovani come Lidia, che si battono strenuamente contro il sistema mafioso, ormai evidentemente non solo peculiarità siciliana, e ci sono i giovani la cui più grande aspirazione è diventare Nicole Minetti o un/una tronista di Amici di Maria De Filippi.

E poi ci sono gli adulti, quelli che appoggiano la mafia, anche solo assecondando un sistema dove i “favori” e le raccomandazioni sono all’ordine del giorno, e dall’altra parte quelli che guardano con tenerezza e con un po’ di condiscendenza i ragazzi come Lidia, perché una volta erano ragazzi come Lidia, e poi… e poi la vita ha insegnato loro che probabilmente hanno sempre combattuto contro i mulini a vento, che forse l’Italia non vuole proprio cambiare. Sono quelle persone che quando vedono le manifestazioni si affacciano ai balconi e guardano i cortei con un sorriso triste, convinti razionalmente che non cambierà mai niente. Una piccola speranza, nel profondo della loro anima, ce l’hanno ancora ma non hanno nessuna intenzione di farla venire in superficie, di riconoscerla, per non rischiare di esporla all’ennesima delusione.

“Si vedeva che era commosso… mi ha parlato molto di Salvatore, mi ha raccontato, quasi come fosse un dovere, che quando sono morti Falcone e Borsellino lui è andato a tutti i funerali e alle manifestazioni… ha fatto rivivere in lui quella rabbia che a Palermo avevamo perso… ha fatto pure volantinaggio!”

Sì, perché per organizzare le tre presentazioni (domani ci sarà quella di Torino, che potrete seguire in diretta su Ilfattoquotidiano.it, cosa che vi consiglio caldamente, e venerdi prossimo sarà la volta di Roma) ci hanno aiutato i piccoli gruppi delle Agende Rosse locali, tutto lavoro volontario, e questi gruppetti sono stati fantastici, per impegno, perseveranza e volontà: hanno trovato le sale adatte, chiesto i permessi, lottato contro la burocrazia italiana che, se vuoi fare le cose secondo le regole, il 90% delle volte non te lo permette proprio.

“Eh sì… sai, non avevo ancora condiviso questo mio impegno con i miei e vedere mio padre che collabora con così tanto entusiasmo è per me un grande onore… anche in areoporto li ha portati! Lui lavora lì, ve lo presenterò a tutti un giorno… lui rappresenta quella Palermo onesta che ha smesso di indignarsi per assuefazione. Ora si è risvegliato e sta trasmettendo la stessa emozione alle persone che conosce a Palermo… Pensa se questa cosa diventasse una catena, Fede, tra la gente comune che ha dimenticato…”

Pensate se davvero fosse possibile… come un virus che infetta una persona e poi quella persona propaga il contagio prima ai suoi parenti e amici, poi ai conoscenti, poi al quartiere, poi alla città e alla regione, e poi quegli amici si sposteranno e infetteranno altre regioni, e via dicendo. Non sarà certamente una cosa facile e questa convinzione si rafforza ancora di più quando sei testimone di scene come quella che ho vissuto pochi minuti fa mentre aspettavo di imbarcarmi sull’aereo che mi porterà a Torino per la presentazione del dvd di domani pomeriggio. Non ho mai incontrato tanti “vip” su un volo (forse perché non avevo mai volato con Alitalia prima) e tra questi c’era un parlamentare di Futuro e Libertà. Era ad un metro e mezzo da me e si vantava di come non avesse votato per l’autorizzazione a procedere per la perquisizione dell’ufficio del ragionier Spinelli ieri pomeriggio.

“Io quello lo conosco bene, ti pare che l’avrei pugnalato alle spalle in questo modo?”, e poi “Mi sembrava di stare in un tribunale… io non posso fare il giudice, tantomeno con un amico”. E ancora “Non si può fare così, che li facessero gli altri i processi in Parlamento se ne hanno il coraggio”. Ecco chi ci rappresenta. E questo dovrebbe far parte del nuovo partito… il problema è sempre lo stesso, possono fondare tutti i nuovi partiti che vogliono ma, finché le persone che ne entrano a far parte saranno sempre le stesse, i risultati non cambieranno.

Non ho ben capito, ascoltando, se il signore in questione abbia votato “no” o se si sia astenuto, ma per quanto mi riguarda la sostanza non cambia. Destra, sinistra, centro, lo scopo principale della politica è mantenere lo stato delle cose. Io credo che dovremo davvero preparaci a contagiare. Questo è un periodo di cambiamenti, se tutto va bene tra qualche mese ci toglieremo dai piedi Berlusconi e dovremo stare attenti che, una volta mandato a casa il sovrano di turno, non ne arrivi un altro ancora più pericoloso, uno meno eclatante e spudorato, uno che magari non si iscrive alla P2 ma che ne segue le direttive.

Quello che mi ha raccontato Lidia può essere un evento insignificante agli occhi di molti, uno su 50 milioni, ma in un paese dove gli adulti non credono più nel cambiamento ed i giovani non lo cercano neppure, questa secondo me è l’unica strada possibile per risollevare le sorti del nostro paese. Ridare speranza ai suoi cittadini. Far loro credere che è possibile.

di Federica Fabbretti