Il dottor Giovanni Materia ha formalmente comunicato le sue dimissioni dall’incarico di Direttore sanitario dell’Asl Milano 1 (Legnano). Lo ha annunciato in una nota la Regione Lombardia”. Sembrerebbe essere questa la notizia, per dire la verità molto asettica, di ieri. Una questione tecnica tra medici, si potrebbe dire. Questa storia, invece, merita di essere approfondita. Chi è Giovanni Materia, messinese trapiantato al nord esattamente come il fratello Italo, ex procuratore di Reggio Emilia? Fa parte di una famiglia di “ex”: due fratelli dimissionari nel giro di due anni e, a quanto sostiene la stampa, a causa della sottoscritta. Forse si tratta di un Guinnes world record.

Ma andiamo con ordine. Il 23 dicembre scorso Pietrogino Pezzano, calabrese originario delle pendici dell’Aspromonte il cui nome compare nell’ambito della maxi-inchiesta “Infinito”, viene nominato direttore generale dell’Asl più grande d’Italia: Milano 1. Celebri le sue foto in compagnia di affiliati alla ‘ndrangheta (anche se non risulta indagato, ndr). Una nomina blindata dal Presidente Roberto Formigoni, su indicazione, pare, di Massimo Ponzoni, ex assessore con amicizie a dir poco ambigue (anche lui al centro di qualche scottante inchiesta). Da subito sindaci e associazioni, come “Sos racket e usura” di Frediano Manzi, si ribellano alla nomina di Pezzano, ma la protesta raggiunge l’apice il 18 gennaio scorso, con una mozione portata in Consiglio regionale dal consigliere dell’Italia dei Valori Giulio Cavalli, sotto scorta proprio a causa delle pesanti minacce subite dalla ‘ndrangheta. Giulio Cavalli chiedeva che la nomina di Pezzano, a ragione, fosse revocata. Senza imbarazzo alcuno, il giorno stesso, il Prefetto di Lodi, signora Peg Strano, comunica al Consigliere IdV che presto la scorta gli sarà revocata perchè “non è più esposto”. Anche uno stolto avrebbe capito subito che si trattava di un “atto politico”, così come non ho esitato a chiamarlo fin dal primo momento.

Dopo soltanto due giorni la notizia bomba: Il direttore generale Pezzano ha nominato il marito di Peg Strano, dott. Giovanni Materia, direttore sanitario. Ovvero la quadratura del cerchio e le conferme ai miei interrogativi: sembra il premio di Pezzano al Prefetto che aveva revocato la scorta a chi lo stava sbattendo fuori dall’Asl.

Una nomina sventurata che finisce in modo ancora peggiore: dopo sole 24 ore dalla firma dell’incarico, il dott. Giovanni Materia si dimette. La ragione è il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità in un concorso all’Istituto di Medicina del lavoro del Policlinico di Messina, di cui era direttore sanitario nel novembre 2005. Materia e gli altri indagati, tutti rinviati a giudizio, avrebbero favorito la vittoria dell’ex presidente del consiglio comunale di Messina, Umberto Bonanno, in un concorso facendo pressioni sulla commissione d’esami.

E ora andiamo all’ex fratello del dott. Materia, Italo. A quanto lui stesso dichiarò alla stampa, l’ex procuratore capo di Reggio Emilia si dimise nell’aprile del 2009, a seguito delle mie denunce pubbliche e della lettura, durante alcune conferenze, del verbale di una deposizione rilasciata da lui stesso presso il tribunale di Catania nell’ambito del processo Lembo, dalla quale si evincevano i suoi rapporti con il falso pentito Sparacio. In quella deposizione, infatti, Materia dichiarava molto serenamente che era stato a pranzo con Sparacio, in favore del quale aveva rilasciato una relazione che è servita al falso pentito per mantenere benefici di legge che ovviamente non gli spettavano. Poichè dal punto di vista morale ed etico non reputavo corretto che un magistrato avesse questa condotta, denunciai tutto pubblicamente. Materia si dimise gridando al complotto e sbracciandosi per la mia presunta “campagna denigratoria”. Mi chiamò addirittura “corvo”: troppa grazia.

“Due su due” direbbe qualcuno, “colpiti e affondati i Materia, evviva la legalità”. Quello che mi preoccupa maggiormente è che per garantire le nomine di personaggi discutibili, un consigliere regionale onesto come Giulio Cavalli ha rischiato di restare senza scorta in un momento in cui il suo impegno e la sua esposizione pubblica sono massimi. Per fortuna il rischio è stato sventato e Giulio, per il momento, può tornare a fare il suo lavoro con serenità. Almeno fino al prossimo Materia.