È stato presentato ieri sera, alla stazione Leopoldo di Firenze in occasione di Pitti Uomo il calendario 2011 del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale realizzato da Oliviero Toscani. Pietra di uno scandalo che ormai annoia, le immagini: 12 inquadrature del pube femminile, di diverse specie e colore, con pelo pubico in bella vista, una per ogni mese. Perché anche lì sotto si sa il mondo è variegato…

Vera pelle, secondo il fotografo. Pezzi di corpi platealmente decontestualizzati. Come se non fossero persone. I manifesti con in primissimo piano l’organo femminile sarebbero già stati affissi a Firenze, scatenando le ire di molte donne e l’indignazione del Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna che ha segnalato all’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria (Iap) la pubblicità diffusa per la presentazione.

Il calendario verrà distribuito insieme al numero di gennaio della rivista ‘Rolling Stone’, che forse dopo un periodo buio avrà un’impennata di vendite. Geniale strategia, vero?

Nonostante il baccano, ho la sensazione che Toscani abbia tristemente esaurito le cartucce… io stessa sono stata contattata dai suoi collaboratori per avere i numeri di telefono delle ragazzine intervistate per il mio libro Appena ho 18 anni mi rifaccio. Storie di figli, genitori e plastiche. Il Maestro, senza chiamare di persona, voleva fare un calendario di donne rifatte… e personalmente dopo due anni di ricerca su un tema così delicato in cui ho creduto e credo molto, non ho regalato, né venduto i contatti di minorenni e relative famiglie per un progetto che puzzava già di speculazione.

Senza addentrarci in dibattiti sulla creatività artistica, viene da chiedersi dove sia finita, ormai, la necessità di usare la comunicazione per dire delle cose, e non per strumentalizzarle.

Personalmente, non ho proprio niente contro il nudo di donna, anzi. Ma c’è una differenza tra avvalersi di un bel corpo per comunicare qualcosa che induca a una riflessione e usare lo stesso corpo per fini commerciali. Questa si chiama mercificazione del corpo delle donne finalizzata ad aumentare la notorietà del marchio – self branding – di un fotografo… Ormai troppo smaliziato…

È la stessa mercificazione subita dalla modella anoressica e recentemente scomparsa Isabel Caro, già protagonista di una campagna firmata da Toscani e vittima dell’arte di manipolare il corpo, annullando l’individuo.

La vagina può diventare una forma d’arte, quando per esempio il pube diviene mezzo per provocare una riflessione di genere e un esempio è testimoniato con successo dai famosi “Monologhi della Vagina“.

Le 12 passere di Toscani sono un’altra storia. Ormai, una storia che solo lui sa cosa sia…