Palazzo Madama è blindato da stamattina. Non c’è una zona rossa ma molti poliziotti che presidiano l’edificio pronti a respingere attacchi a sorpresa da parte degli studenti. Dentro, i senatori del Popolo della Libertà corrono veloci per cercare di approvare la legge entro domani. L’opposizione, infatti, ha fatto ostruzionismo presentando 856 emendamenti.

Uno stop al ddl viene auspicato da Futuro e Libertà, per avere il tempo di parlare con i giovani che stanno manifestando contro la legge: “Una sospensione alla discussione della riforma per una serie di audizioni sarebbe un grande segno di civiltà e di ascolto da parte della politica” ha dichiarato Fabio Granata, per il quale questa pausa di riflessione “smorzerebbe le polemiche e rafforzerebbe le politiche universitarie e giovanili”. Dalla Gelmini è arrivato un secco “no”: “Speriamo di finire il prima possibile – si è limitata a osservare il ministro dell’Istruzione – vedremo quanti emendamenti riusciremo a esaminare oggi pomeriggio. Impossibile fare previsioni anche se il clima in aula è abbastanza sereno”. Ma probabilmente il ministro non si accorge di ciò che le sta succedendo intorno: l’Italia dei valori, infatti, ha denunciato le mani da “pianista” del ministro della Cultura, Sandro Bondi, che starebbe votando anche per i colleghi assenti (Guarda il video). “Non gli bastava fare il poeta,adesso si diletta addirittura a fare il pianista” ha dichiarato il presidente dei senatori dell’Idv, Felice Belisario “come dimostra ampiamente il video che sta impazzando sul web non si è trattato di un isolato incidente di percorso, ma di un reiterato atto di malcostume politico, di arroganza e di sprezzo delle prassi parlamentari”.

La serenità non regna tra le poltrone del palazzo. Sembra però ormai lontana l’idea di chiedere la fiducia sul provvedimento. Il ministro dell’Istruzione poteva usare quest’arma per “ricattare” le opposizioni, ma fino ad ora ha ritenuto di non inasprire un clima già molto caldo con un voto che avrebbe messo a tacere qualsiasi tentativo di modifica. Se il ddl verrà approvato senza cambiamenti, salirà dritto al Quirinale. E’ quello il prossimo passo a cui gli studenti stanno già guardando: il Capo dello Stato, infatti, potrebbe rinviare la legge alle Camere con dei rilievi, salvo firmarla obbligatoriamente al secondo ricevimento. La responsabilità di Giorgio Napolitano è alta: sia per la possibilità di correggere un provvedimento ricco di contraddizioni, che anche il vicepresidente dei senatori Giorgio Quagliariello ha definito “imperfetto e da rivedere con decreti successivi”; sia per la forte tensione che un altro passaggio parlamentare potrebbe creare tra gli studenti.

Di sicuro, dopo l’approvazione di questa riforma degli atenei i ricercatori bloccheranno gli anni accademici. Loro, infatti, categoria “ad esaurimento” non hanno più intenzione di fare didattica al posto dei professori senza essere riconosciuti tali. Ma anche con loro, la Gelmini, ha evitato qualsiasi confronto.