Bisogna essere limpidi ed evitare i giri di parole e i voli pindarici, perchè questo Paese non ha certo bisogno di ulteriori “carinerie” o di fiabe cui abboccare ingenuamente. Anch’io, è chiaro, voglio che Berlusconi sparisca dal panorama politico e porti con sè tutti i disastri, le figuracce che ci ha fatto fare, le barzellette antisemite, i festini a luci rosse, le offese a donne, operai e studenti. Ma non basta tirare fuori Berlusconi dal calderone politico per ridare all’Italia una speranza concreta. L’esigenza vera è che tutti coloro che si sono sempre opposti al berlusconismo presentino al Paese un’alternativa con tanto di programma; credo che un listone composto da Fli, Udc, Pd, Idv e Sel sarebbe solo una volgare ammucchiata politica, non una coalizione di governo che possa presentare un programma condiviso e garantire un rinnovamento reale.

Ben vengano gli alleati, anche diversi, anche in qualche modo distanti su qualche punto, ma solo ed esclusivamente se si rema nella stessa direzione. Se il programma della politica si riduce alla cacciata di Berlusconi non ci sto. L’obiettivo deve essere sì cacciare Berlusconi, ma bisogna essere pronti anche a ricostruire quello che il ciclone berlusconiano, in quasi vent’anni, ha distrutto. Liberarsi di Berlusconi, annientare il berlusconismo, costruire l’alternativa. In questi mesi ho sentito parlare di alleanze, di apparentamenti, di coalizioni. Ma nessuno che abbia detto chiaramente cosa vuol fare dopo. Che si fa dopo? Ci accomodiamo in poltrona e facciamo la terza Repubblica? Cacciamo via le cricche del bunga bunga e la “nuova” casta porterà in auge le sue?

Io stessa l’ho detto tantissime volte: bisogna essere tutti uniti come durante la Resistenza partigiana, quando i cattolici si unirono ai comunisti e loro ai liberali, ai socialisti e ai monarchici, con la partecipazione persino degli anarchici. Ma questo succederà solo e soltanto se sarà indispensabile, nel caso in cui la crisi democratica fosse talmente grave da richiederlo: di qui a “governare” insieme per due anni ce ne passa. Qualche giorno fa FLI ha votato la “contro-riforma” Gelmini. Come si fa a stare insieme in Parlamento se poi una riforma sulla quale Italia dei Valori ha fatto fuoco e fiamme viene serenamente approvata dai finiani? Cosa possiamo fare insieme? Votare la sfiducia a Mister B., certo, quello sì.

E poi, scusate, ma i tempi sono cambiati e bisogna prenderne atto. Io non me la sento di fare un “Comitato di Liberazione Nazionale” con il condannato per mafia Cuffaro, reo anche lui dell’obbligata sudditanza siciliana alla mafia. Non me la sento di essere amica degli amici. Io credo ancora nell’opportunità di formare una famiglia allargata, che riunisca tutte le forze progressiste politicamente attive. Penso ad un quadro e ci vedo dipinto il Movimento Cinque Stelle con l’Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà e quella parte del Pd che non ricordi troppo la volentieri “dimenticata” Dc. Insomma, non uno di quei quadri che ritrovi in soffitta dopo anni e anni, ma un’opera nuova e moderna.

Ecco, lo so, il M5S dirà che IdV deve chiarire la propria posizione sulla TAV e Vendola deve chiarire quella sugli inceneritori. E io dico che il M5S deve trovare gli spazi e i tempi per parlare di grandi temi quali l’immigrazione, la scuola, la cultura, la lotta alla criminalità organizzata, i diritti civili, i diritti umani. Insieme lo possiamo fare. Se non si crede in questo, allora lasceremo che il cosiddetto “terzo polo” prenda in mano tutto, e lo farà senza tener conto dei cittadini. Non è vero, come vuol far credere qualcuno, che ho dimenticato i tempi in cui ero candidata alla presidenza della Regione Sicilia, anzi, ricordo quella magnifica esperienza con malinconia. Se uno vale uno, allora il M5S si esprima con un sondaggio in rete: mettete ai voti la mia proposta, parlatene. Mettiamo da parte le differenze, che sono davvero piccole, e dialoghiamo.

Solo un progetto politico forte e innovativo può fare da onda d’urto e permettere al Paese di voltare pagina. Ognuno di noi dovrà rinunciare alle proprie manie di protagonismo, ma ne vale la pena, perchè il risultato sarebbe quello di sconvolgere il sistema con nuove energie, nuovi contenuti e soprattutto un nuovo modo di fare politica. Il MoVimento, cui sarebbe garantita la possibilità di introdurre i cosiddetti “cittadini con l’elmetto” anche nel Parlamento nazionale, contribuirebbe in maniera decisiva al tanto agognato rinnovamento di contenuti di quei soggetti politici che fino ad oggi hanno fatto opposizione in modo palesemente fallimentare. IdV, SEL e quella parte “buona” del PD, troverebbero finalmente gli spunti per valorizzare le loro energie e le loro capacità politiche in una coalizione seriamente democratica e partecipativa nella quale si recupererebbero finalmente il senso dello Stato, il valore del cittadino e l’importanza della volontà popolare. Ritroviamo il dialogo, cerchiamolo, facciamo uno sforzo in più se veramente vogliamo rimanere a galla. Io sono pronta, già da oggi, a stilare insieme un programma condiviso e costruttivo. Ma se volete aspettiamo il 14 dicembre.