Bersani a “Vieni via con me” ha elencato i valori della sinistra. Il segretario Pd non è riuscito a terminare il suo elenco: “Finisco qua ma ne avrei molti altri da dire” ha concluso. Per un caso fortuito siamo venuti in possesso della parte di elenco che Bersani non ha fatto in tempo a leggere. Eccolo di seguito.

La sinistra è come quando vai su a San Luca e poi c’hai tutta la pianura davanti e dici: Orpo, quanta strada abbiamo fatto.

La sinistra è come quando vai a mare e ti porti l’ombrellone da-ca-sa. Non è che poi ti prendi la cabina e tutto quell’ambaradan lì.

La sinistra è come la balera: quando decidi un ballo si fa quello. Non è che poi arriva Casini e tu sei pronto a ballare in tango e invece parte la mazurka

La sinistra è come lo Zecchino d’oro. Che tutti cantano ma mica tutti san cantare.

La sinistra è quella che non si butta via niente, ma quel che c’è c’è: non puoi fare tre prosciutti con un maiale.

La sinistra è come la bistecca di soia, che fa un po’ schifo, ma almeno sai cosa mangi.

La sinistra è come quando dici: voglio una vita spericolata. Ma non come Vasco. Vita spericolata ma alle nove, a letto!

La sinistra non è come quando vai in Romagna, che vuoi la piadina e ci sono solo delle gran pizzerie.

La sinistra è come la gallina nel brodo tortellini. Se non hai tolto le interiora ahi voglia a mettere noce moscata.

La sinistra è come la panna, che sta bene sul gelato mica sui tortellini.

La sinistra è come il salotto. Che se è piccolo, ci si stringe ma ci sta tutti.

La sinistra è come quando tutti dicono che dio è morto e tu invece: no, sta un po’ meglio.

(Questo abbiamo concepito con il mio amico
bolognese Luca Rosini in una domenica piovosa.
Proponete le vostre: aggiungeremo le migliori a quest’elenco)