Ha vinto Giuliano Pisapia. Ha perso il Pd.

Questo l’esito delle elezioni primarie svoltesi ieri a Milano. L’affluenza è stata più bassa del previsto e inferiore alla volta precedente. E non è un segnale incoraggiante in vista delle prossime elezioni comunali e nazionali. Pisapia ha avuto il coraggio di crederci fin dall’inizio, autocandidandosi per primo e impostando una campagna elettorale capace di superare gli steccati di partito. Il Pd si scontra ancora una volta con la propria distanza dalla società reale.

A nulla è valsa la disponibilità dell’unico (sia pur ridotto) apparato di partito rimasto sulla piazza politica di centrosinistra. Quando i cittadini dispongono di un’alternativa, in Puglia come a Milano, la scelgono. E bene ha fatto, come si legge mentre scrivo, il gruppo dirigente provinciale e cittadino di quel partito a rassegnare le proprie dimissioni. E’ un primo passo, un’assunzione di responsabilità: come sosteniamo da tempo, l’intero gruppo dirigente nazionale è da azzerare, ma temo che sarà inevitabile una nuova bruciante sconfitta per arrivare a quel momento.

Tornando alle primarie di ieri, da segnalare anche la buona prova del professor Valerio Onida, che si è presentato all’insegna di una proposta politica sobria e pulita, anche se, per curriculum ed età, più che a un incarico operativo, sarebbe adatto a presiedere un’istituzione di garanzia. Michele Sacerdoti, il generoso candidato indipendente di taglio ambientalista, insieme a Onida, può dare un significativo contributo in fase di stesura del programma per le elezioni della prossima primavera.

Ora è il tempo dell’unità, questa è la regola delle primarie. Vedremo nelle prossime settimane se davvero sarà così, se cioé tutti i contendenti si batteranno con impegno per la vittoria finale del prescelto. Naturalmente la modalità di voto a doppio turno non sconsiglia di presentare liste e candidati indipendenti all’interno dell’area di opposizione alla giunta Moratti, al di là dell’esito delle primarie. Anzi, secondo una teoria non peregrina (escludendo l’eventualità di una vittoria con maggioranza assoluta del centrodestra al primo turno, vista la presentazione di una lista finian-centrista) più liste si presentano al primo turno meglio è, perché in tal modo si attraggono al voto le più varie frange di elettorato. L’importante è ritrovare unità al secondo turno. Da più di un segnale si rafforza la sensazione che, non solo a Milano, in questa fase di crisi della politica, sia destinato a prevalere alle elezioni chi riuscirà a contrastare con maggiore efficacia la tentazione di astensione del proprio elettorato potenziale.

Inizia dunque una lunga campagna elettorale, che certamente sarà influenzata dall’evoluzione del quadro politico nazionale. Questa volta ci sarà il tempo per girare in lungo e in largo la città per costruire e diffondere il programma e far conoscere il candidato in tutti i quartieri. A fronte della potenza mediatica ed economica dell’avversario, chiamare alla mobilitazione e all’impegno le decine di migliaia di persone che hanno partecipato ieri alle primarie, per Giuliano Pisapia e il suo staff sarà un’autentica priorità.