Assistiamo da circa una settimana a dichiarazioni allucinanti di nostri politici, che assomigliano ad un crescendo di idiozie. Eccone la classifica.

Al terzo posto, primo cronologicamente, sta Rocco Buttiglione.

Essere gay è sbagliato, è come non pagare le tasse“, ha esternato a una trasmissione televisiva due settimane fa.

Si vede che certa gente non impara mai dai propri errori. Non è bastata la batosta della bocciatura alla Commissione europea nel 2004, quando – per la prima volta nella storia – il nostro Rocco nazionale fu escluso dalle candidature dei commissari papabili per le sue esternazioni sulle persone omosessuali.

Salvo poi scusarsi, naturalmente, perché la smentita di quella “certa gente” non manca mai. “C’era un clima di leggerezza in trasmissione e sono stato frainteso“, sembra poi riferire Buttiglione, che precisa che i suoi giudizi attengono al campo esclusivo della morale. Essere gay è moralmente rilevante? Perchè tutte le volte che si parla di omosessualità viene fuori la parola “morale”?

Non è aggiungendo l’aggettivo “morale” che una cosa diventa certamente giusta o certamente sbagliata.

Mi verrebbe da dirla come fece una volta Aldo Busi a Daniela Santanché: caro Rocco, “se io penso che con le mie tasse pago il suo stipendio, mi taglierei le palle…“.

Ma lasciamo Buttiglione per risalire la classifica delle castronerie omofobiche della settimana.

Al secondo posto abbiamo Carlo Giovanardi, attualmente sottosegretario con delega alla famiglia, che ricorda ad Arcigay che la Conferenza nazionale della famiglia, che si terrà a Milano l’8 novembre, non tratterà temi legati all’omosessualità. Ma dai? E ci mancherebbe altro, la famiglia è solo quella eterosessuale coniugale. Quando si parla di “famiglia”, i gay non c’entrano. Vorrete anche mica questo diritto, già vi permettiamo di circolare liberamente per strada senza spararvi…

E al primo posto troviamo, immancabile come il panettone a San Biagio, il nostro benamato premier-macho, Silvio Berlusconi, che con quella di oggi i suoi colleghi li ha proprio battuti tutti.

Meglio le ragazze che essere omosessuali“.

Ora, ho qualche dubbio che qualcuno possa parlare di famiglia solo perché ne ha più di una (o anche di più, sparse qua e là per il pianeta).

La verità è che l’Italia è alla deriva non per via della crisi economica, ma perché abbiamo ministri, sottosegretari e presidenti del consiglio che offendono sistematicamente e senza alcuno scrupolo ciascuno di noi. Se c’è davvero qualcosa da sistemare, non è una ragazza in uno stand, ma un’intera classe politica, che sembra non comprendere il livello di barbarie e volgarità nel quale cade con queste frasi.