Il 27 maggio scorso per Berlusconi deve essere stata una giornata di fuoco. Appena insediatosi a governo, nel 2008, il premier mostrò la sua agenda alla stampa svelando – involontariamente – come la sua giornata istituzionale era scandita da colloqui con Previti, appuntamenti con attricette e incontri istituzionali.

Il 27 maggio 2010, la giornata in cui – come sappiamo adesso, anche se lui smentisce -, chiamò la questura di Milano per far rilasciare Ruby, non deve essere andata troppo diversamente: schiaffi dagli imprenditori si mischiano a citazioni di Mussolini. A fine giornata la ciliegina sulla torta è proprio la minorenne marocchina che rischia di metterlo nei guai.

Il 27 maggio di  Silvio comincia  a Parma per un convegno (“Libertà e benessere”) che celebra i cento anni di Confindustria. Prima di lui interviene il presidente della confederazione degli imprenditori che attacca a testa bassa il governo e le “inadempienze della politica”.

Berlusconi butta via il discorso che aveva preparato e parla a braccio. E’ nervoso, si rivolge a quelli che ha sempre considerato i suoi interlocutori naturali, gli imprenditori: “Come vedreste la Marcegaglia di fianco al presidente del Consiglio per dargli una mano? Alzata la mano se volete Emma al ministero delle attività produttive” chiede alla platea. Da alcune settimane Claudio Scajola si è dimesso dal ministero per la casa pagata “a sua insaputa”. Gli industriali rispondono col gelo: dalla sala non si alza nessuna mano. E Berlusconi ribatte: “Allora non potete prendervela più con il governo”.

Livido in volto il premier torna a Roma: lo attende un volo per Parigi dove è in programma la riunione dell’Ocse. Nel pomeriggio, seduto insieme al segretario dell’Ocse, i primi ministri della Slovenia e dell’Estonia e a Benjiamin Netanyhau, il Cavaliere se ne esce con una citazione di Mussolini che farà il giro del mondo. Spiega “i limiti che ha il capo del governo in Italia”. Il duce, dice B., era ritenuto un “grande dittatore”, ma in realtà aveva solo la facoltà di “ordinare al suo cavallo di andare a destra o sinistra”. E’ una frase tratta dai Diari del Duce che Berlusconi cita per intero: ”Dicono che ho potere non e’ vero, forse ce lo hanno i gerarchi ma non lo so. Io so che posso solo ordinare al mio cavallo di andare a destra o di andare a sinistra e di questo posso essere contento”. (“Sono d’accordo con lui: è come Mussolini, e con quel poco potere che ha sta distruggendo l’Italia proprio come ha fatto il duce” gli risponde Antonio Di Pietro)

Quindi in serata, quello che deve essere stato un preoccupante imprevisto. A Milano viene fermata e portata in questura la minorenne di origine marocchina Ruby. Qualcuno avverte il premier – le dinamiche sono ancora al vaglio dei magistrati – e, come confermato indirettamente dalla questura, Berlusconi parla direttamente con un funzionario per chiedere che la ragazza venga rilasciata. Ad attendere la ragazza in questura, c’è Nicole Minetti, già igienista dentale del premier e quindi, venticinquenne, catapultata nel consiglio regionale della Lombardia sotto le bandiere del Pdl.

Quella giornata vissuta pericolosamente è finita. La mattina dopo, intervenendo telefonicamente in tv, a Mattino Cinque, Berlusconi chiosa  a Maurizio Belpietro: “Sono un ottimista inguaribile, tutte le sfide possono essere superate e ce la faremo anche questa volta, e bene”. Si riferisce alla crisi economica, ma forse in mente ha anche qualcos’altro.