Piacciono ai cittadini? Allora chiudeteli i subito, o almeno rendetegli la vita impossibile. Questa sembra essere la stella polare che continua ad orientare le azioni del direttore generale della Rai, Masi, e dei fedelissimi berlusconiani.

Appena qualche ora fa, un rapporto curato dal professor Ilvo Diamanti per il quotidiano la Repubblica, ha evidenziato una crescita negli ascolti e nella credibilità per diverse trasmissione di Sky, de La7 e della stessa Rai. Purtroppo per Masi questa crescita riguarda Rai3, il Tg3, Rai News, e trasmissioni quali Annozero, Ballarò, Report, Che tempo che fa, Parla con me. In caduta libera, invece, il Tg1  e il Tg5 che ormai scendono in parallelo, anche se non bisogna dirla perché Minzolini ha dichiarato guerra anche alla matematica accusata forse di essere una scienza  comunista.

Ebbene di fronte a questi numeri come ha deciso di reagire Masi? Per prima cosa ha pensato bene di aprire la caccia a Mineo e nel consiglio di amministrazione di domani vorrebbe allontanare il direttore, reo di aver aumentato gli ascolti, di dare la parola a tutti, ma soprattutto di occupare un posto che è stato promesso alla camicie verdi, che vorrebbero mettere al posto di Mineo, un redattore preso da fuori, alla faccia dei conti, dei tagli annunciati e dei tanti direttori a disposizione, pagati per non far nulla.

Per avere i voti sufficienti a cacciare Mineo e placare gli stomaci dei “Fu Roma ladrona”, dovranno provare anche a far fuori il direttore di Rai2 Liofredi, un tempo stimatissimo dalla destra, ma caduto in disgrazia perché si è rifiutato di fare il tagliagola di Santoro e allora, anche in previsione delle elezioni anticipate, meglio puntare su Susanna Petruni del Tg1, già inviata con farfalla al seguito di Berlusconi e di Bonaiuti.

Come se non bastasse Milena Gabanelli ha fatto sapere che, forse, presto, molto presto, leveranno la copertura legale alla sua trasmissione. Non solo siamo in grado di confermare la notizia, ma possiamo aggiungere che tenteranno di levarla a tutte le trasmissioni che ancora provano a fare le inchieste: Annozero, Presa Diretta, Report, probabilmente Ballarò.

Guarda caso tutte le trasmissioni che hanno conquistato ascolti e credibilità, ma che sono indicate come i programmi sgraditi al caimano nelle telefonate che sono agli atti della inchiesta di Trani.

La mancata copertura legale, tanto per capirci, significa che i curatori, i conduttori, i giornalisti, i collaboratori che dovessero essere denunciati, saranno lasciati soli, senza la protezione e la solidarietà dell’editore. Dal momento che in questo paese non solo i caimani, ma anche l’ultimo delinquente di paese ha ormai capito che bisogna, sempre e comunque, denunciare, minacciare, chiedere indennizzi milionari, in euro ovviamente, questa diventerà la via breve per creare ulteriori ostacoli sulla strada di chi vorrebbe, solo e soltanto, continuare a svolgere il proprio mestiere di cronista.

Siamo di fronte ad un vero e proprio colpo di mano di fronte al quale ci attendiamo che si sviluppi, dentro e fuori la Rai, una opposizione intransigente.

Il presidente Garimberti, nei giorni scorsi, nella sua risposta a Roberto Saviano ha assunto l’impegno a garantire per la sua libertà, adesso è giunto il momento di garantire per la libertà di tutti.

Teniamoci pronti, già nelle prossime ore, a ritrovarci sotto viale Mazzini, a Roma, davanti alla sede centrale della Rai, non lasciamo soli coloro che vorrebbero imbavagliare, perché dopo aver colpito loro cercheranno di incappucciare quello che resta dell’articolo 21 della Costituzione.

P.S. Berlusconi non ha rinunciato al dolo Alfano, perché come ha dichiarato poco fa: ”Con questi giudici non posso rinunciare ”. Peccato, per una volta ci eravamo illusi che avrebbe mantenuto una promessa, sarà per il prossimo dolo, tanto non mancherà occasione…