Un’altra conferma, l’ennesima. L’audizione in Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti del Procuratore della Repubblica di Nola, Paolo Mancuso, è una conferma delle mie denunce fatte in questi anni. Il primo giungo di un anno fa presentai un esposto in Procura per chieder il sequestro dell’impianto di Acerra perchè in palese violazione della normativa vigente sia nazionale che delle direttive europee. E le infrazioni erano tali da non poter essere superate neanche dal dichiarato stato di emergenza. Oggi la situazione esposta in Parlamento dimostra che siamo lontani dalla risoluzione del problema ma che anzi ci sono gravi elementi che mettono in seria discussione la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente. Un’altra conferma dopo la storia del finto collaudo, quello del 16 luglio 2010 che avrebbe accertato il pieno funzionamento dell’inceneritore di Acerra. La notizia di questo collaudo, del quale non si è mai parlato in questi mesi, si ricava dal sito di Impregilo, la società milanese che ha costruito il forno dei miracoli.

Un collaudo definitivo, dunque, che dovrebbe sbloccare i soldi da incassare: 355 milioni di euro. Dalla provincia di Napoli (l’ente competente nella gestione dei rifiuti), hanno fatto sapere che nessun documento relativo al collaudo in luglio è stato acquisito, nonostante le richieste. Ora arriva la denuncia in commissione del procuratore Mancuso.  Sto preparando un secondo dossier, che presenterò in Procura nella giornata di venerdì, in cui emergono tutte le inadempienze contrattuali, le inefficienze strutturali dell’inceneritore e le gravi ripercussioni ambientali e per la salute dei cittadini a causa della mancanza di alcuni interventi previsti per legge e mai realizzati. Un dossier per smentire le bugie colossali che Berlusconi e Bertolaso continuano a propinare agli italiani per giustificare due anni di disastri e il fallimento nella gestione dei rifiuti, nonostante l’annunciato miracolo.

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